Forte dell'esperienza con la Salernitana, il senatore di Forza Italia vuole acquistare un altro club granata...

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"Figliolo, un giorno, tutto questo sarà tuo". "Ma non c'è niente, papà".

Un discorso simile lo immaginiamo ogni volta che - "Davvero, papà? Di nuovo?" - Claudio Lotito si fa carico di un'impresa da compiere, al fine di dare nuovamente gloria al club, al fine di ricavarne, certamente, profitti politici e di immagine. E in effetti, in queste situazioni, il nome di Enrico Lotito ricorre abbastanza frequentemente. Il senatore di Forza Italia, Lotito padre, già patron della Lazio dal 2004, vive una situazione particolare a livello di immagine, almeno in ambito sportivo: i tifosi biancocelesti lo ritengono il nemico pubblico. Girare per Roma è complicato, per Lotito, negli ambienti laziali, e anche allo stadio il risultato è chiaro: Olimpico vuoto. E così sarà anche nella prossima stagione.

Lotito Reggina

Dalla Lazio alla Salernitana: il rapporto di Lotito con il calcio

Il rapporto tra il calcio e il patron biancoceleste è più attivo rispetto alla "banale" proprietà di un club di A: 2004, Lotito acquista la Lazio sull'orlo del fallimento, le regola i conti, la riporta su livelli importanti e la conduce alla vittoria di tre Coppa Italia e tre Supercoppa Italiana. 2011, Lotito compra la Salernitana. Il club campano, in mano ai debiti, fallisce e deve ripartire dalla Serie D sotto il nome di Salerno Calcio. 2012: rinasce l'Unione Sportiva Salernitana 1919. 2015: la Salernitana è di nuovo in Serie B. Al club granata sono sufficienti sei stagioni in cadetteria per ottenere la terza storica promozione in Serie A, portando Lotito alla necessità di cedere, facendo passare il club da un trust prima di poter arrivare sotto la guida di Danilo Iervolino.

L'iter è chiaro: prendere una società sull'orlo del fallimento (se non già fallito) e riportarlo a livelli importanti. Così la Lazio, anche se da qualche anno, per motivi che vanno anche oltre i risultati sportivi, il patron non è più ben visto, per usare un eufemismo, dalla tifoseria; così la Salernitana, con i tifosi che hanno un'opinione diversa riguardo al senatore. Le notizie che si sono susseguite nel corso degli ultimi giorni vogliono una situazione simile, nell'ambito di un altro club granata: Claudio Lotito è vicino all'acquisizione della Reggina.

Il caso Reggina: la situazione

Il nuovo millennio non è stato semplice per il club di Reggio Calabria. Dopo un inizio straripante, con sette stagioni consecutive in Serie A e un 14° posto ottenuto addirittura con 11 punti di penalizzazione, per via del caso Calciopoli, la retrocessione della stagione 2008/09 è quella definitiva per la Reggina: Serie B, Lega Pro dopo cinque stagioni e il fallimento. Dal 2015 al 2016 cambia tutto, la Reggina è costretta a ripartire dai dilettanti con il nome di Associazione Sportiva Dilettantistica Reggio Calabria prima, Società Sportiva Dilettantistica Reggio Calabria S.r.l., poi, tornando società, e infine Urbs Reggina 1914 S.r.l., con il passaggio sotto la famiglia Praticò. Già i primi anni, però, sono di difficoltà, tra l'impossibilità di utilizzare il marchio storico e il sorgere di nuovi debiti. Sono gli anni in cui si rivela necessario l'intervento dell'imprenditore Luca Gallo, che nel 2019 sana le pendenze urgenti del club, riacquista il marchio storico con annesso nome Reggina 1914 prima e Reggina 1914 S.r.l. poi.

Dopo qualche anno di assestamento, ecco le solite difficoltà: a causa del mancato pagamento di debiti tributari, nell'estate del 2023 la Reggina non può iscriversi al campionato di Serie B ed è costretta ad assistere a un passaggio di società dopo l'altro. Da Gallo a Saladini, da Saladini a Ilari. Contestualmente, tramite bando comunale, un gruppo di imprenditori, tra i quali Nino Ballarino (51% delle quote societarie) e Valerio Minniti (40%), fondano La Fenice Amaranto A.S.D., che, senza legami giuridici con la società Reggina 1914, riesce a partecipare al successivo campionato di Serie D. Nell'estate 2024, la suddetta società si assicura il marchio e, dal 18 luglio, diventa A.S. Reggina 1914. Le ultime due stagioni non hanno rispettato le attese della tifoseria reggina, che è insorta contestando aspramente la presidenza di Nino Ballarino. E qui entra in gioco la figura di Claudio Lotito.

Le intenzioni di Lotito con la Reggina: quanto gli costerà?

Deragliata l'ipotesi che vedeva in Underdog Global Partners (UGP) un valido candidato per l'acquisto della Reggina, in seguito alla comunicazione del presidente italo-americano Matt Rizzetta, che ha evidenziato come "all’esito del mancato riscontro entro il termine del 15 giugno indicato nell’offerta presentata via PEC, non sussistono più le condizioni per dare seguito all’operazione prospettata", ad essere rimasta in piedi è l'opzione che vede nel patron della Lazio Claudio Lotito una figura sensata per il passaggio societario del club di Reggio Calabria. Un closing, secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, sarebbe possibile nel giro di 48-72 ore, con l'incontro a Roma tra il patron biancoceleste e il neo sindaco del comune calabro, Francesco Cannizzaro, anch'egli, come il senatore Lotito, esponente di Forza Italia. E qui l'incastro politico.

Da comprendere l'organigramma eventuale, con la figura del figlio, Enrico Lotito, oggi direttore generale del settore giovanile della Lazio e delle Women e comproprietario, all'epoca, della Salernitana, che potrebbe avere un ruolo di rilevanza nella nuova struttura societaria. Per il ruolo di direttore generale della Reggina sono quotati i nomi di Andrea Gianni e Antonello Laneri, oggi rispettivamente dg della Lucchese e ds del Siracusa. Per quanto riguarda l'aspetto economico, invece, per l'acquisizione della società, stando alle indiscrezioni riportate dal medesimo quotidiano, è richiesto un investimento tra gli 1,5 e i 2 milioni di euro. L'obiettivo, chiaro, lampante, di riportare la Reggina tra i professionisti vorrebbe una spesa ulteriore: tra i 2,5 e i 3 milioni di euro il capitale necessario per costruire un prodotto adatto a guadagnarsi la promozione in Serie C. E poi?

Reggina come salvezza per i tifosi laziali? Il punto

E poi saranno da comprendere le reali intenzioni del senatore di Forza Italia. "Forse ci siamo davvero, o forse no", scrivono i colleghi di Città Celeste, in un dubbio amletico che risolleverebbe l'umore della piazza biancoceleste ma che, in realtà, deriva più da un'analisi oculata frutto di un vincolo legale. In effetti, l'articolo 16-bis, comma 1, delle Noif (Norme organizzative interne federali della Figc) vieta la multiproprietà in ambito professionistico: "Non sono ammesse partecipazioni, gestioni o situazioni di controllo, in via diretta o indiretta, in più società del settore professionistico da parte del medesimo soggetto, del suo coniuge o del suo parente ed affine entro il quarto grado". Nell'ambito dello stesso articolo, la norma transitoria ne determina anche i limiti: "[...] I soggetti, che alla data di entrata in vigore della presente disposizione si trovano nella condizione di cui al comma 1, dovranno porvi fine entro e non oltre 5 giorni prima del termine fissato dalle norme federali per il deposito della domanda di ammissione al campionato professionistico di competenza della Stagione Sportiva 2028/2029". Non la prossimo, la successiva.

Dunque, nell'ipotesi in cui Claudio Lotito, una volta acquisita la Reggina, dovesse riuscire, a fronte dell'investimento, nel suo intento - vale a dire riportare il club di Reggio Calabria tra i professionisti, in Serie C, alla prima stagione -, allora davanti a lui si presenterebbe un bivio: vendere la Reggina oppure vendere la Lazio. "Qualora a seguito del passaggio di una società dal settore dilettantistico al settore professionistico si incorra nella situazione vietata dal comma 1, i soggetti interessati devono porvi fine entro e non oltre 5 giorni prima del termine fissato dalle norme federali per il deposito della domanda di ammissione al campionato professionistico di competenza", segue il comma 2 del medesimo articolo. Ed è esattamente la situazione che si verificherebbe nel caso in cui Lotito riuscisse a riportare la Reggina in Serie C. Una situazione vista dai tifosi della Lazio come una possibile ancora di salvezza.

La relatività del pensiero: da Roma a Reggio Calabria

Questo bivio che si presenterebbe davanti a Claudio Lotito nel caso di successo con la formazione amaranto ci porta a una differenza interessante, sorprendente, paradossale: la considerazione della stessa persona, nella stessa figura professionale, a cinquecento chilometri di distanza. Negli ambiti della tifoseria reggina, i pareri sono discordanti: alcuni esprimono dubbi su Lotito per via della sua figura sportiva, altri per via della manovra politica. Altri ancora, poi, ricordano che, come sta accadendo ora ma dall'altra parte, la scelta di Nino Ballarino come patron amaranto avvenne per scelta della giunta comunale di centrosinistra. Al di là della politica, però, i tifosi della Reggina sono concordi su qualcosa: la necessità di un cambio alla guida del club e di investimenti da parte della nuova dirigenza. Lotito o meno. E se Lotito dovesse riuscire nell'intento di riportare la Reggina tra i professionisti, forse alcuni lo potrebbero considerare un salvatore. Si darebbe vita a un paradosso interessante, a poco più di qualche centinaia di chilometro sulla Salerno-Reggio Calabria.

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