Buonanotte granata/ Il Toro affronta l'Inter domani e ha bisogno del sostegno dei tifosi: arrabbiati sì, ma sempre vicini alla squadra

"Il tifoso del Toro è un tifoso arrabbiato", così inizia la presentazione di Emiliano Mondonico al libro "Il Toro che vorrei" di Beppe Gandolfo e Don Aldo Rabino. Già, il tifoso del Toro è arrabbiato, e ora più che mai. In questa settimana ho avuto il dispiacere di vedere tutto il peggio di questa rabbia, a parer mio non sana, e che poco ha a che vedere con il fuoco di cui parlava il grande Mondo.

Sono parole emozionanti, e consiglio a tutti di leggerle, per capire quanto siamo lontani da quella grinta e quella spinta di chi cerca di riscattare l'ingiustizia di un mondo che non regala niente a te, e tutto agli altri. Oggi la rabbia che leggo è quella dell'insoddisfazione e delle aspettative tradite, della paura che il giocattolo sia andato in frantumi, condita da un briciolo di vanità e qualche capriccio. E'una rabbia che capisco, di cui spesso mi ritrovo schiava, ma in fin dei conti non approvo nemmeno per me stessa.

maxi lopez, quagliarella. Maxi Lopez contro Icardi

Uso parole forti e pesanti, solo perchè ne ho lette sui social di più pesanti e disdicevoli, nei confronti di tutti, dalla società, al mister, a Padelli... e sì, anche ai tifosi, da una parte all'altra, dai cosiddetti accontentisti ai furiosi. Questa rabbia è cieca, non aiuta nessuno, non risolleverà il morale di un portiere, nè ne affinerà le doti e sicuramente non sosterrà la squadra aiutandola nelle gare importanti che ci aspettano, a cominciare da quella di domani contro la capolista nerazzurra.

Il Toro ha diversi problemi, come tante altre squadre meglio piazzate. Gli infortuni non aiutano Ventura a schierare sempre la formazione migliore. L'inserimento dei giovani dopo il mercato estivo da dieci e lode porta linfa nuova e allo stesso tempo bisogno di ritrovare gruppo e sinergia. Ci sono difficoltà in diverse zone del campo, non soltanto in porta, ma anche in attacco, ad esempio, dove Belotti può sbloccarsi da un momento all'altro ed iniziare a segnare a raffica, come fece due anni fa un tal Ciro Immobile, poi capocannoniere per quell'anno. Queste non sono scuse, ma difficoltà oggettive che possono risolversi, e mi fa strano trovarmi a pensarlo (proprio io, donna pessimista e cupa), ma ci vorrà la pazienza. Di tutti, a partire da noi. Il Toro ha bisogno di carattere, e sì, di crescere ancora. Probabilmente non ce lo aspettavamo ed i pensieri funesti stanno avendo la meglio.

Ritroviamoci, è ora di farlo. Per domani è previsto il tutto esaurito, e questa è la prova che, per quanto un granata possa essere deluso, sarà sempre quella rabbia che accende il cuore e lo spinge a farla da padrona.

Quella rabbia che, ad ascoltarla davvero, è meno rabbia e più amore.

Buonanotte granata...

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