Il Toro in una foto / La rete di Bologna è un’iniezione di fiducia meritata per l’attaccante croato. In una squadra servono anche elementi così

RUBRICHEVIDEO TORONEWS

I top e i flop di Bologna-Torino (VIDEO)

Nessuno a Torino ha fatto i salti di gioia quando il Torino ha riscattato Sandro Kulenovic dalla Dinamo Zagabria. Al conseguimento della matematica salvezza, è scattato l’obbligo a carico del club granata di far proprio il cartellino dell’attaccante croato a fronte del pagamento di 3 milioni di euro, dopo i 500mila euro spesi per prenderlo in prestito a gennaio. Un’operazione conclusa dal direttore sportivo Gianluca Petrachi, a poche settimane dal suo ritorno in granata e in un momento molto complicato per il Toro, per aggiungere alla rosa un’alternativa in più all’attacco granata nell’ottica del passaggio in pianta stabile al 3-5-2.
I dati messi insieme da Kulenovic nel primo spezzone della sua avventura al Torino, con Baroni prima e con D’Aversa poi, sono stati tutt’altro che esaltanti. Tredici presenze per un totale di 284 minuti giocati, zero reti e un assist. In media a partita 2,14 tiri, 1,34 passaggi seguiti da un tiro di un compagno, 0,33 gol attesi e 0,09 assist attesi (fonte Understat). Dati che non giustificavano certo un investimento di tre milioni, ma le condizioni pattuite prevedevano appunto il riscatto obbligatorio a salvezza acquisita.

RUBRICHEVIDEO TORONEWS (2)

Kulenovic, in Bologna-Torino una rete importante per la squadra

Meglio in A con Kulenovic che viceversa, certo, però non si è mai avuta la sensazione che Sandro potesse essere un giocatore in grado di incidere nel nostro massimo campionato. Almeno fino a Bologna-Torino, quando ha segnato un gol molto importante nell’economia della stagione granata. Una sconfitta avrebbe gettato pesanti ombre sulla bontà della strada intrapresa. Con il pareggio di certo non c’è nulla da festeggiare, ma squadra e tecnico possono tirare un sospiro di sollievo e guardare con più tranquillità alla sosta Nazionali lunga tre settimane.
Il tiro di Kulenovic era irresistibile? No di certo, c’è stata l’evidente complicità di Skorupski. Ma va dato peso anche a quello che c’è stato prima: Sandro si è guadagnato uno spazio e ci si è buttato a capofitto. Quello che deve fare un buon gregario, uno che sa di non essere titolare ma di dover guadagnare spazio con le unghie e con i denti.

Kulenovic, due anni fa 15 gol con la Dinamo Zagabria

All’interno di una squadra serve anche gente così. Gente che si allena forte, che lavora in silenzio, senza pretese, e che fa di tutto per rendersi utile quando capitano le occasioni. In questo momento, per l’infortunio di Adams e per le condizioni fisiche non buone di Zapata, Kulenovic si ritrova ad essere l’unica alternativa a Simeone come centravanti. A Bologna, quando è stato il momento di aumentare il peso offensivo di un Toro sotto nel risultato, Abate si è affidato a lui e Sandro è riuscito a battere un colpo.
Un premio meritato per un ragazzo che, pur con tutti i suoi limiti tecnici, dal punto di vista dell’atteggiamento è sempre stato inappuntabile. Anche in estate, nelle amichevoli precampionato, aveva fatto capire di avere grinta e motivazioni. La rete segnata, con tanto di premio di migliore in campo, può essere una bella iniezione di fiducia. A volte basta poco per far scattare in un giocatore la molla giusta dal punto di vista mentale. E magari Kulenovic potrà ritrovare la convinzione e la condizione che un paio di anni fa gli permisero di segnare 15 gol con la Dinamo Zagabria nella Serie A croata.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti
Tutti
Leggi altri commenti