di Guido Regis
La vita ci insegna che spesso è inutile provare a trovare delle risposte ad alcuni perché, così come incaponirsi su desideri legittimi del nostro cuore, che non trovano riscontro nella realtà.
Questo fine settimana abbiamo trovate due sorprese che forse non ci aspettavamo, magari le volevamo prima o in altro modo.
Ma ora che ci sono dobbiamo saperci accontentare ed apprezzarle senza domandarci perché hanno tardato, ne considerarle dei surrogati di un nostro desiderio.
Pare che Foschi ed il Presidente abbiano ascoltato ancora una volta le nostre istanze e a queste abbiano dato una riposta come sempre a loro modo ed in base alle loro possibilità.
Rivogliamo il Filadelfia, ma il progetto è lontano a realizzarsi, ed allora per ora dobbiamo accontentarci del nuovo Nizza Millefonti per le giovanili.
Sono cose diverse; la storia, il sogno, il cuore, la speranza di fronte ad un esigenza reale ed una risposta realistica, che ci regala il segnale della società di aver iniziato a condividere il nostro legittimo e lungimirante desiderio di vedere un concreto interessamento per il futuro del Toro che sta proprio nel suo vivaio.
Poi è arrivato il pomeriggio della partita che ci ha fatto scoprire che forse il Pratali tanto atteso l’anno scorso esiste. Non è certo il centrale più forte del mondo, ma non poteva essere il brocco impacciato ed infine depresso che avevamo visto qualche mese fa.
Non dobbiamo porci molte domande e gustare questo momento che ci fa comprendere che gli anticipi in area e l’avvio delle ripartenze, talvolta mostrati da questo ragazzone toscano, sono un segno del suo bel senso del calcio. Dobbiamo consentigli di acquisire ancora più fiducia in se stesso e passargli un mezzo errore a partita, per scoprirlo successivamente mettere tante pezze davanti a Sereni e realizzare un altro goal di testa, dimostrando che quello con l’Empoli non è stato un caso ma semplicemente il realizzarsi perfetto e ripetibile di una sua piccola dote.
Non domandiamoci ne cerchiamo risposte a questa strana prestazione del Toro. Non sapremo mai perché questi undici hanno giocato peggio dei dieci del secondo tempo a Brescia pur ottenendo la vittoria.
Non comprenderemo mai perché senza Colombo e Belinghieri, che tanto ci sembravano i peggiori nelle precedenti tre partite, il gioco del nostro Toro è sembrato meno pimpante.
Ed io non mi stupirò se vedrò commenti positivi su Ogbonna al posto di Rubin, pur essendo sotto gli occhi di tutti che il talentuoso prodotto del nostro vivaio, per quanto abbia spesso saltato l’uomo con i suoi singolari affondi e le particolari finte a rallentatore, non ha mai piazzato un cross nell’area avversaria e spesso ha lasciato sguarnita la difesa.
Godiamoci il goal di rapina di Bianchi, le movenze lontanamente “ farfallesche” di Gasbarroni, e le pittoresche incazzature del Generale Colantuono verso il suo capitano, che sembrava aver dimenticato l’egoismo d’altri tempi per dedicarsi ad un persino eccessivo altruismo mentre oggi è tornato un pochino in dietro sui suoi passi.
Venerdì sera, dopo il Memorial Maria Claudia Collino, se qualcuno passerà di fronte ad una pizzeria vicino al Ruffini sentirà una cinquantina di ragazzi e ragazzini rumoreggiare davanti ad uno schermo, in attesa di qualche altro inaspettato atto unico della storia di questo nostro amato Toro.
Chissà forse scopriremo il vero “Piranha” che oggi non si è visto o improvvisamente Loviso riprenderà a centrare la porta da fuori area, oppure faremo un catenaccio mai visto in attesa del tris di Pratali ……chissà?!
Non stupiamoci di quanto potrà avvenire.
Presidente Toro Club C.T.O. "C. Sala
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