di Guido Regis
Sembra che la disfatta di questo torello sia davvero inarrestabile. Sono arrivati tanti guaritori al suo capezzale e sono state provate tante medicine, ma solo per provare a curare i sintomi e non la malattia. E’ come riempire di antipiretici e sciroppi, magari omeopatici, un tubercolotico. La febbre e la tosse scompaiono per un po’ ma la malattia si diffonde devastante fino a portarti alla morte se non si usano la streptomicina, la rifampicina, l’isoniazide e l’etambutolo.
Certo esiste la vaccinazione e solo chi ha memoria corta non può ricordare chi e quanti l’avevano consigliata quest’estate, ma non si è ritenuto opportuno ascoltare quei medici sprovveduti. Tubercolosì? Ma che scherziamo, non esiste più da anni. E’ solo mancanza di palle.
Qualche gobbo potrebbe aver reintrodotto un ceppo resistente all’interno della squadra?
Che sciocchezza: è fantacalcio e fantamedicina
E poi che ne sapevano di calcio e di Toro i soloni rompicoglioni e presuntuosi di quest’estate?
Magari non ne sanno nemmeno di medicina.
Così la società ed alcuni tifosi hanno continuato ad adottare la terapia fai da te, fingendo di aver trovato insieme la panacea per ogni male.
Dosi da cavallo di antipiretici e sciroppo allora.
Che bravi! La febbre non c’è più, e nemmeno la tosse…. ma solo per due partite.
Poi una prima scatarrata di sangue ed allora altri antipiretici e sciroppo, ad altre due o tre partite senza sintomi…..quindi la malattia ha cominciato inesorabilmente a corrodere polmoni e ossa.
Ormai il malato respira a fatica, non si regge più in piedi, le ossa sono coinvolte e si stanno per rompere, il sangue esce sempre più copioso ad ogni colpo di tosse e la febbre non si placa più.
I tifosi che sapevano e volevano il vaccino, a costo di non presentarsi mai più allo stadio, e non vedere un partita ( di serie A ) sulle TV a pagamento, menagrami erano stati considerati e menagrami restano; quando mai dar ragione a chi aveva visto più lontano di quanto si può immaginare?.
E quei tifosi che quest’ estate, pur intuendo che ci voleva il vaccino, hanno pensato ad un certo punto di accontentarsi dell’antipiretico e dello sciroppo, ora pensano bene di reclamare continuamente, tacendo dapprima per quindici minuti con sguardo inquisitore davanti al povero malato, provando freddamente a rincuorarlo subito dopo, ed aggiungendo dolore psicologico a quello fisico inveendo contro il malato ed il suo presidente tutore, nel momento in cui si rimette a tossire e scatarrare sangue, con lo sguardo disperato di chi non comprende come sia possibile che questo accada, visti i tanti guaritori che gli stanno attorno.
Poi ci sono i tifosi che dicevano che non era possibile parlare di tubercolosi; in fondo il tutore presidente, anche se non è un medico, saprà pur bene cosa fare.
Ed ora che la tubercolosi avanza paiono i più saggi, consigliando giustamente di non infierire, ma dimenticandosi di aver negato la giusta diagnosi e pertanto la giusta terapia, quando si era ancora in tempo.
Ora quei quattro menagrami che quest’estate, l’anno scorso, due, tre, quattro anni fa, persino quando tutti eravamo pervasi dall’entusiasmo della rapida promozione di questo torello di pochi anni, avevano già individuato i sintomi ed indicato la cura di questa subdola malattia, stanno provando ancora una volta disperatamente a far capire che il tempo è quasi finito.
Se per qualche miracolo finalmente arriveranno una paio di dottori veri ( sempre insufficienti ma meglio che nulla), o i guaritori inizieranno di nascosto ( non sia mai detto) ad usare qualche farmaco appropriato, nella migliore delle ipotesi il paziente non morirà, ma impiegherà lungo tempo per guarire.
E se sempre per miracolo guarirà, avverrà solo in prossimità dell’estate.
Quel di tuttavia sarà probabilmente soggetto a pericolose ed ancora più devastanti ricadute, perché il presidente tutore avrà nuovamente la convinzione di essere l’unico artefice della guarigione e ricomincerà la danza dei parenti con tante e diverse idee da consigliargli per rinvigorire il suo e nostro piccolo.
Continueremo con la strada dei placebo o ci decideremo una volta per tutte ad ascoltare i medici più preparati, li appoggeremo, sosterremo, seguiremo per far si che tutti insieme s’imponga al presidente tutore la nostra presenza preziosa ma soprattutto unita per far diventare il pupo un Toro scatenato come poteva essere e non è mai stato?
Facciamo vedere chi siamo o ci lasciamo contagiare dalla TBC, come sembra accadere ora?
Ci attende una breve pausa Natalizia.
A noi tifosi, bisnonni, nonni, padri, madri, zii, fratelli maggiori e minori, tutti esautorati, di questo torello malato dovrà servire, per meditare e smetterla di litigare, diffidare o accoltellarci vicendevolmente alle spalle, peggiorando lo stato già grave del nostro piccolo amato.
Al tutore presidente dovrà servire per convincersi a questo punto che non può più far solo finta di ascoltare i fratelli più giovani e rumorosi, portandoli all’esasperazione rumorosa e nociva, ma deve iniziare una volta per tutte a recepire ed attuare in toto le cure proposte, magari dando più spazio anche a qualche nonno, padre e zio, forse meno rumoroso, ma indubbiamente più saggio.
Comunque vada non lasceremo solo il pupo.
Ora sforziamoci di trascorrere un Sereno Natale
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