La Primavera granata incanta per un’ora, poi il blackout difensivo regala il 2-2 all'Hellas Verona

Foto Alessandro Avezza

Torino-Verona Primavera 2-2: il film della partita

Un dominio assoluto per un’ora, spazzato via da un quarto d’ora di amnesia totale. Il 2-2 contro l'Hellas Verona con cui la Primavera del Torino ha chiuso il campionato prima della sosta Nazionali lascia in bocca un fortissimo sapore di rimpianto. La squadra di Baldini per 60 minuti abbondanti ha messo in piedi una prestazione impeccabile, dimostrando una crescita evidente sul piano del ritmo e della qualità. Tuttavia, il finale ha messo a nudo i soliti limiti di tenuta e quelle disattenzioni difensive che sono costate carissimo in queste prime uscite.

Torino Primavera, attacco e centrocampo: più cattiveria, incisività e qualità

Dal punto di vista offensivo e di costruzione della manovra, il Torino ha fatto registrare passi in avanti enormi rispetto al recente passato. La squadra è apparsa molto più incisiva, cinica e con una cattiveria agonistica decisamente superiore rispetto alle prime uscite stagionali. Devastanti le prestazioni di Luongo e Conzato. Il numero 10 ha sbloccato il match al 10’ con una perla di rara bellezza, coordinandosi al limite dell'area su uno schema da punizione e togliendo le ragnatele dall'incrocio. Al suo fianco, uno scatenato Conzato ha prima sfiorato il gol e poi, al 32’, ha scaricato un bolide "terra-aria" sul secondo palo al termine di una ripartenza da manuale per il raddoppio granata. A dare corpo e qualità alla manovra ci hanno pensato Ballanti e Gatto, protagonisti di una partita di altissimo livello. Ballanti, schierato da mezzala, ha garantito spinta, geometria e sventagliate millimetriche (come quella che ha liberato Conzato a inizio gara). Sulla corsia difensiva ed esterna, Gatto è stato prezioso sia in fase di ripiegamento che in fase di impostazione, firmando l'assist al bacio con un lancio millimetrico per il 2-0 di Conzato. L'atteggiamento aggressivo della fase offensiva è stato confermato anche a gara in corso, in particolare dall'impatto di Befani, capace di creare continuo scompiglio nella difesa scaligera e andare vicinissimo al gol della sicurezza. L'impressione generale è che, quando attacca e recupera palla con cattiveria, questa squadra abbia gamba e talento per far male a chiunque.
Torino Primavera, Filippo Conzato

Torino Primavera, tracollo difesa: tante amnesie e disattenzioni su cui lavorare

Se dalla trequarti in su i segnali sono estremamente incoraggianti, il reparto arretrato continua a mostrare fragilità strutturali e soprattutto amnesie individuali che compromettono quanto di buono costruito. La tenuta difensiva è calata drasticamente nella ripresa, portando a sbandate fatali. Le difficoltà individuali si sono avvertite in diversi frangenti. Kugyela ha sofferto la spinta di Bisoffi nel finale del primo tempo, venendo nettamente saltato e salvato solo dai riflessi di Cereser; il terzino è poi rimasto negli spogliatoi all'intervallo proprio per l'affanno mostrato e l'ammonizione rimediata nel corso della prima frazione di gara. Non è andata meglio al centro della difesa a Carrascosa: il centrale spagnolo, già in orbita prima squadra, ha macchiato una prestazione fino a quel momento di sostanza con alcune gravi disattenzioni. Prima ha concesso un'incursione a tu per tu a Gardin (che ha graziato il Toro sparando fuori), poi all'86' ha commesso l'amnesia fatale lasciando una vera e propria voragine in marcatura per il taglio di Zanin, autore del definitivo 2-2.

Torino Primavera, bisogna lavorare sulla concentrazione

Tuttavia, i cali di concentrazione sono stati anche collettivi: il gol dell'1-2 di Akalé è arrivato a seguito di un momento di disattenzione generale dell'intero reparto arretrato, ancora posizionato male dopo un cambio forzato. Nel finale di gara, i granata si sono totalmente scoperti al punto da rischiare al 92' la beffa del sorpasso, evitato solo dall'errore a porta vuota di Musat. Baldini torna a casa con la consapevolezza di avere tra le mani un potenziale offensivo promettente, cattivo e di grande qualità sia individuale che collettivo. Ma il percorso di crescita della Primavera passerà inevitabilmente dall'eliminare queste amnesie: se dietro si continuerà a concedere così tanto sul piano dell'attenzione e delle letture individuali, i blackout rischieranno di vanificare anche le migliori prestazioni dell'attacco granata, come già avvenuto contro Como, Lecce e Milan.

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