I voti ai granata al termine della finale del Mamma e Papà Cairo

Torino FC v Cagliari Calcio - Serie A TIM

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Sembrava impossibile, in pochi avrebbero pronosticato una rimonta a fine primo tempo. Forse nessuno, perché l'Inter aveva fatto la lepre e il Toro non aveva mai dato l'impressione di poterla riacciuffare. Poi però la squadra granata ha fatto ciò che per Dna sa fare meglio: metterci il cuore. La rimonta ha tenuto con il fiato sospeso i tifosi del Moccagatta di Alessandria: Scacchi entra e fa magie, Ballanti ha la freddezza che riapre la partita e la porta ai rigori. Il Toro non sbaglia mai dal dischetto, l'Inter sì. Tutto si decide in un attimo: Vukoje contro Dorigo, che con il piede di richiamo gli chiude lo specchio. Il trofeo è ancora granata. Di seguito le pagelle dei giocatori granata.

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DORIGO 7.5: Tiene in piedi il Toro nel momento più difficile, quando rischia di affondare a un passo dal duplice fischio. Riflessi da gatto su Gjeci, parata d'istinto e provvidenziale. Poi resta a lungo spettatore in un secondo tempo in cui i granata fanno la partita. Torna protagonista con i rigori: Maghlout tira alto e non lo chiama in causa, si prende la copertina e dice no a Vukoje.

ZAGHINI 5.5: Non intuisce il pericolo che può nascere da Sorino, quando deve andare a contrasto e misurare le distanze in difesa fa tanta fatica. Per contro è interessante la spinta a livello offensivo. La sua finale termina anzitempo, dopo un brutto scontro aereo. Torna in campo per qualche secondo, poi Mularoni opta per il campo (31' GATTO 6: Il suo ingresso dà al Toro maggior equilibrio dietro, vista la sua propensione più difensiva. Anche lui fatica nel corso del primo tempo, mentre nel secondo trova una stabilità che diventa preziosa).

GAFFURINI 6: Si prende un rischio enorme dopo il 2-0, va a un passo dal concedere il rigore del possibile tris all'Inter. L'errore c'è, è bravo però a ricomporsi e a ritrovare solidità. Per un classe 2009 le potenzialità sono molte, lo aveva già dimostrato in altre occasioni. Come si rialza e trova quella sicurezza che nella prima parte era mancata gli vale la sufficienza.

CARRASCOSA 5: Uno dei tre confermati rispetto alla semifinale contro l'Atalanta, in cui non aveva brillato. Anche con l'Inter fatica, un po' come tutto il reparto: spesso si trova nel posto sbagliato e poi rincorre per tornare a coprire. Non una prova al suo livello (46' TONICA 6.5: L'Inter spinge molto meno nella ripresa, ma c'è da dire che lui continua a offrire sempre una prestazione di livello. Non si fa trovare impreparato).

KUGYELA 5: In gran forma contro la Dea, inizia decisamente meno bene con l'Inter lasciando troppo spazio a Moranduzzo: quando prova ad accorciare in extremis è troppo tardi, lascia il tiro sguarnito al 7 nerazzurro. Si ricompone e non commette più errori di questo tipo, ma delle sue parti arrivano davvero troppi grattacapi (46' RIVAS 6.5: Impatto sulla partita non indifferente. Vola sulla sua corsia, e si mette in mostra in un paio di situazioni non semplici: ha motore per spingere, ma è anche provvidenziale un suo recupero in difesa dopo corsa di 60 metri)

BALLANTI 8: Nelle difficoltà, è la luce in fondo al tunnel. Calmo quando deve portare calma, aggressivo quando c'è da dare una svegliata a una squadra andata troppo in difficoltà. Fa della sua tecnica la sua arma e impressiona anche per quanta tigna metta nei duelli al netto della sua fisicità, più esile. Va sul dischetto per portare la finale ai rigori: il suo mancino spiazza Galliera. Si ripete anche nella lotteria finale dei rigori)

LIEMA OLINGA 5: Resta il riferimento in cabina di regia. Deve fare gli straordinari in contenimento, perde qualche pallone sanguinoso ma alla fine si salva. Poi però commette una leggerezza che paga carissimo alla mezz'ora: il tentativo di allontanare il pallone per vie centrali diventa un assist per il raddoppio dell'Inter (61' FERRARIS 6: Entra in un momento in cui la partita è da rimettere sui binari, offre una prestazione solida anche se senza particolari guizzi. Aiuta a trovare stabilità in mediana)

NASCIMENTO 5: Liema Olinga ha le sue colpe, ma si trova esattamente a due passi da Gjeci quando si inserisce e resta immobile, in occasione dello 0-2. Ha un moto d'orgoglio poco dopo e alza il tono della sua prova (46' SCACCHI 8: Non segna se non con gol d'autore. Ieri la punizione dal limite, oggi il macino al volo con cui riapre la finale del Mamma e Papà Cairo. Fa brillare gli occhi a chi è in tribuna e quando la speranza sembra spegnersi ci pensa ancora lui: Kartelo non lo vuole fare entrare in area e lo atterra con una scivolata che vale il rigore trasformato da Ballanti)

MALIDOR 6: Schierato da titolare per la finalissima, nonostante la carta d'identità (2009) dimostra subito intraprendenza. La velocità è un'arma nel suo bagaglio, non può tanto con la difesa dell'Inter, granitica, e anche per qualche sua pecca in finalizzazione ma resta il più cercato e uno di quelli che si vede di più in un primo tempo altrimenti molto grigio (46' CONZATO 6.5: Prova a dare la scossa sfruttando l'arma del tiro dalla distanza. Poi riapre la partita servendo un cross al bacio per Scacchi, che fa la magia. Determinante, con colpi non da poco)

RUSSO 5.5: Tra i più impressionanti in ritiro, il classe 2009 si posiziona al centro. Gioca una sola frazione in cui lo si vede davvero poco, ma bisogna dire che è anche poco servito (46' FALASCA 7: Entra e prova a dare una scossa al Toro. Va a un passo dal pareggio allo scadere: schiacciata di testa che si ferma sulla linea di porta, Galliera è strepitoso nell'alzare il muro. Nella lotteria non si fa ingannare. Uno dei giocatori con cui cambia la partita.

BONACINA 5.5: Nel primo tempo prova a ritagliarsi qualche spazio, ma non riesce a crearselo e quando arriva uno spiraglio non è bravo a sfruttarlo. Cresce anche lui con il passare dei minuti, ma ha abituato a prestazioni ben più sfavillanti (80' BEFANI sv)

ALL. MULARONI 7: Siede in panchina al posto di Baldini, assente dalla finalissima per problemi personali. Il suo è un Toro a due facce, ampiamente negativa e insufficiente quella del primo tempo dove riesce poco e nulla. Poi cambia tutto, sistema la formazione e mette in campo una squadra totalmente diversa da quella che si era vista nella prima frazione, molto più aggressiva e tagliente. La media tra primo e secondo tempo varrebbe la sufficienza, il carattere mostrato nella rimonta merita un punto in più.

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