L'ex ds granata: "Ho seguito il progetto fin dall'inizio. Con una struttura così il Toro avrà un futuro importante"
Un presente al Catanzaro da responsabile del settore giovanile e dell'area scouting, ma soprattutto un passato a tinte granata. Sotto la gestione di Massimo Bava, le giovanili del Torino — con la vittoria dello Scudetto Primavera nel 2015 e della Coppa Italia nel 2018 — sono tornate quantomeno a dialogare con quella storia che racconta di un vivaio florido, forgiatosi tra le mura del Filadelfia. E proprio lì, nel tempio granata, Massimo Bava è tornato in occasione della Partita della Leggenda di sabato scorso. Queste le dichiarazioni rilasciate a Toro News.
Cosa significa ritrovarsi al Filadelfia?
"Sicuramente, per i dieci anni che ho trascorso come responsabile del settore giovanile e anche come direttore della prima squadra, tornare qua, negli spogliatoi, è emozionante. Anche perché il Filadelfia, negli anni in cui c'ero io, è nato, proprio come il Robaldo".
Il Robaldo ora è realtà.
"Personalmente sono veramente orgoglioso. Penso di non poter essere contestato da nessuno, perché il 2 febbraio 2016 sono partito insieme al presidente, a Comi e a Barile per presentare la richiesta del bando e il 1° luglio 2021 ho ricevuto sulla mia posta elettronica il permesso di costruzione per il Robaldo. Ci abbiamo messo cinque anni e sono stato felicissimo quando sono andato a vederlo per la prima volta, perché il Torino avrà un futuro importante con una struttura del genere".
Sarà un'estate importante per il Torino.
"Io penso che in questo momento sia tutto nelle mani di Petrachi e la cosa è positiva. Gianluca conosce benissimo la realtà del Torino e il momento attuale del Torino, per cui io confido molto in Petrachi perché, nei dieci anni in cui ho lavorato a stretto contatto con lui, ho capito la forza della sua persona. Sono convintissimo che sia una persona affidabile e molto seria ed è la persona giusta in questo momento. L'importante è che lui, insieme alla presidenza e a tutto lo staff che lo circonda, remi nella stessa direzione".
Quanto è stato spiazzante vedere i tifosi abbandonare lo stadio? Cosa può fare la società per andargli incontro?
"Dispiace perché, quando ci sono queste situazioni, non è mai bello. Però io confido nei tifosi del Torino. Sono molto legato a loro perché, personalmente, mi sono sempre stati vicini in questi dieci anni. Affettivamente parlando, li porto tutti nel cuore. Però, da giocatore, posso capire che giocare senza tifosi sia una cosa che non va bene. Mi auguro che, per il bene del Torino, tutti trovino una soluzione. Non so quale sia, ma spero che venga trovata velocemente".
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