Il vicepresidente di AIAC, storica bandiera granata, ha incontrato Abate e il suo staff nel ritiro in Val Gardena

- Pinzolo
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Camolese a Pinzolo: un saluto che vale tanto per il tifo granata (VIDEO)

Giancarlo Camolese ha ritrovato per qualche ora il suo Toro. Ha fatto visita a Ignazio Abate e al suo staff nel ritiro di Pinzolo in Val Rendena. Arrivato in Trentino nelle vesti di vicepresidente dell’AIAC (Associazione Italiana Allenatori Calcio), guidata da Renzo Ulivieri, Camolese in questi giorni sta girando diversi ritiri estivi delle squadre di Serie A e Serie B.

Buongiorno mister. Come vede Ignazio Abate nel Torino? "Ho avuto Ignazio come calciatore: ho il ricordo di un ragazzo serio. Poi, l'ho visto crescere come allenatore. Bisogna sostenerlo perché come tutti gli allenatori che arrivano in Serie A anche lui dovrà capire la categoria. Ha alle spalle un'ottima carriera da giocatore e buone esperienze da allenatore in Serie C e in Serie B, anche in piazze importanti. Credo che Torino possa essere la piazza giusta".

Abate e Camolese a Pinzolo

Uno dei nomi più in vista del Torino è Alessio Cacciamani: che idea si è fatto? "In tanti mi hanno chiesto di Cacciamani. Io l'ho visto giocare poco ma quando l'ho visto mi è piaciuto. Guardo sempre con un occhio di riguardo tutti quelli che arrivano dal nostro settore giovanile perché c'è tutta una storia dietro. Il Toro è una grande opportunità, conosce l'ambiente per i trascorsi nelle giovanili e il mister per i trascorsi alla Juve Stabia. Può far bene".

Il Torino di Abate sta prendendo forma. Le piace la proposta? "Tutti gli allenatori sono molto attenti alla costruzione dal basso, all'uscita con il palleggio. Credo che non tutte le partite saranno da leggere allo stesso modo. Ci saranno match in cui bisognerà scavalcare il centrocampo. Questa nuova generazione di allenatori sa cambiare molto perché le cinque sostituzioni ti portano a questo. Tutti gli allenatori cercano di preparare più cose per affrontare le diverse situazioni che si presentano nell'arco della situazione. Una volta cambiare era sintomo di confusione, oggi invece nessuno si sorprende del cambiamento repentino e anzi viene visto come una dote".

I tifosi hanno deciso di tornare in curva Maratona: come vede questa mossa? "Ho sempre avuto rispetto dell'opinione dei tifosi, però vedere la curva Maratona vuota mi faceva male. E mi dispiace anche per quei ragazzi giovani che arrivano al Toro e rischiano di non poter sentire il calore della curva. Io tifo per la maglia, per la squadra. Ognuno ha le sue idee, però rivedere la curva piena e lo stadio pieno siano i primi obiettivi da raggiungere".

Il ritorno dei tifosi potrà dare quel qualcosa in più ad Abate? "Mettetevi nei panni dei giocatori che arrivano da un ambiente nuovo e sentono solo la contestazione o vedono lo stadio vuoto, non credo sia un bel biglietto da visita. Io so che qui c'è tanta passione e so che i tifosi possono dare una grande mano. C'è la partita e come sempre i tifosi possono applaudire o fischiare. Direi che basta poco per migliorare la situazione".

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