In esclusiva a Toro News, l'ex giocatore e allenatore granata Moreno Longo si è raccontato tra attualità, passato al Como e passato al Torino
Comuzzo e Cacciamani: la coppia inventata da Abate
Lo scudetto Primavera: "Ho ricordi fantastici"
Lei è stato l’ultimo allenatore a portare lo scudetto Primavera a Torino, che ricordi ha di quella stagione? “Ho ricordi fantastici, abbiamo fatto un lavoro veramente importante. Non solo per lo scudetto o per i risultati, perché l’anno prima avevamo perso una finale ai rigori, l’anno dopo abbiamo vinto una Supercoppa Italiana… I risultati c’erano. È importante che poi siano usciti tanti giocatori che hanno fatto i professionisti. Questo era il binomio, che deve essere la parte più importanti del campionato Primavera: bene i titoli, che danno lustro, ma bisogna cercare di far affacciare al mondo dei professionisti più giocatori possibile. E in quegli anni ne sono usciti diversi”.
Di quella squadra, pochi sono arrivati in Serie A. È un percorso naturale o è mancato qualcosa? “Io credo che poi ognuno si ridimensioni e si ritagli il proprio spazio in una categoria. Per esempio, Simone Edera aveva raggiunto anche la Serie A. Poi un brutto infortunio oggi l’ha rimesso in categorie più basse. Purtroppo il calcio a volte ti mette davanti questo. Però poi credo che in quel frangente sia una costante del momento che abbiamo passato del calcio italiano, dove il gap tra Primavera e Serie A era molto ampio. Quel divario andava colmato, qualcuno lo sta facendo con le seconde squadre. A volte è mancato il coraggio di aspettare qualche giocatore. Faccio un esempio: ora Liberali e Cissé, che giocavano nel Catanzaro l’anno scorso, sono stati buttati dentro da Como e Milan dopo sei mesi in Serie B. A volte ci va la volontà di inserire in un organico qualche giovane italiano dandogli fiducia. Purtroppo si tende ad essere un po’ conservatori, battezzando i giovani al primo errore. Senza considerare che gli errori li fanno tutti, anche quelli esperti”.
Come valuta il lavoro di Ludergnani e delle attuali giovanili del Torino? “Lo valuto veramente in maniera positiva. Hanno fatto un grande lavoro, abbinato a grandi risultati, come i due scudetti Under 17 e Under 18. Allo stesso tempo hanno iniziato a tirare fuori dei giocatori per il professionismo. Secondo me Ludergnani sta lavorando veramente molto bene”.
L’Under 23 è un futuro percorribile e auspicabile per il Torino? “Dipenderà molto dalla strategia della società. Io personalmente sono favorevole alle seconde squadre, perché puoi permettere a tanti giocatori di fare un campionato di professionismo importante monitorandoli direttamente con il tuo staff e il tuo stile di gioco. Si può riuscire a fare un ottimo lavoro. Quella poi è strategia societaria. Io personalmente sono favorevole”.
© RIPRODUZIONE RISERVATA