In esclusiva a Toro News, l'ex giocatore e allenatore granata Moreno Longo si è raccontato tra attualità, passato al Como e passato al Torino
Comuzzo e Cacciamani: la coppia inventata da Abate
La prima squadra, Longo: "C’era bisogno di fiducia"
Ci siamo incontrati a Pinzolo, come valuta l’evoluzione di Abate da quel momento ad oggi? “L’ho vista come tutti i percorsi che ci sono quando c’è un cambio radicale di mentalità, di filosofia. Parecchie difficoltà, soprattutto nella fase iniziale: i giocatori erano in fase pensante, la squadra cercava di interpretare le idee dell’allenatore. C’era bisogno di fiducia, che doveva arrivare dai risultati, per alimentare il lavoro proposto. Credo che in questo la vittoria, anche se sporca, come lo è stata, contro l’Udinese abbia alleggerito i giocatori. Non a caso, sono arrivate altre due vittorie che danno quello spirito libero per interpretare le richieste dell’allenatore. Si è visto un buon Toro, che reputo comunque all’inizio di un percorso che mi auguro possa essere soddisfacente”.
La sorprende la disposizione tattica cangiante adottata dal tecnico? “Secondo me Abate è partito con un’idea precisa: il 3-4-2-1. Con un certo tipo di filosofia. Poi si è scontrato con la Serie A, che ha dinamiche differenti. Lui è stato intelligente, perché ha cercato soluzioni per dare il vestito giusto al Toro. E secondo me ci sta arrivando. Con questo lavoro ha trovato risultati. E non è detto che non si possa cambiare in futuro. Io credo che un allenatore debba trovare soluzioni in base ai giocatori che ha. Lui ha dimostrato quella flessibilità che nel percorso di un allenatore può fare la differenza”.
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