Esclusiva TN: ''Non conta solo il campo, ma anche il rispetto e l'applicazione delle norme''

Dopo le infinite discussioni sorte nelle ultime settimane in merito alla vicenda che ha visto il Torino subentrare al Parma in Europa League per un mancato pagamento Irpef da parte della società emiliana, ci sembrava giusto tornare sull'argomento ascoltando il parere di Oliviero Beha, giornalista e scrittore italiano che spesso, in passato, si è interessato di vicende relative alla giustizia sportiva.

Oliviero Beha, come valuta la sentenza che ha visto il ripescaggio del Torino in Europa ai danni del Parma?
Premetto che ho una pessima opinione della giustizia sportiva in Italia e all'estero, una giustizia sempre forte con i deboli e debole con i forti. Vogliamo infatti parlare di Platini e del famoso fair play finanziario sbandierato ai quattro venti ma immediatamente rinnegato quando le grosse società intervengono promettendo di appoggiarlo di fronte ad una sua eventuale candidatura al posto di Blatter? Oppure del codice etico di Prandelli, applicato solo se conviene (vedi la vicenda di Chiellini) ? In Italia e in Europa dunque le regole vengono applicate solo quando fa comodo ma, detto questo, credo le norme vadano rispettate e che quindi sia giusto sanzionare il Parma a favore del Torino, che invece aveva tutto in regola.

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La squadra di Donadoni, effettivamente, aveva guadagnato il traguardo sul campo, per cui capisce l'amarezza dell'ambiente gialloblu?
Questo è un altro discorso: non conta solo il campo, ma anche il rispetto e l'applicazione delle norme.

Come commenta lo sfogo del presidente Ghirardi, che ha dichiarato di voler abbandonare il mondo del calcio?
Comprendo che si tratta di una situazione anomala e dolorosa per la società ducale, ma ciò non toglie, ripeto, che la vicenda preveda alcuni provvedimenti e che sia giusto prenderli.

Come qualcuno ha fatto giustamente notare inoltre, anche se una regola è ingiusta o spiegata male, non si fa nulla per cambiarla, salvo quando poi si viene direttamente coinvolti: è d'accordo?
Pienamente, fin quando non si viene toccati, ci si disinteressa e non si interviene.

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