L'ex difensore granata analizza la stagione del Torino: "Forse si poteva ottenere qualcosa in più. Petrachi porterà qualche risultato"

Giovanni Pasquale appartiene a quella nutrita schiera di calciatori cresciuti a Venaria Reale che hanno poi vestito la maglia del Torino, tra cui Diego Fuser, Roberto Cravero e Andrea Sottil. In granata ha giocato una sola stagione, la 2013-2014, ma in un'annata rimasta nel cuore dei tifosi: quella della cavalcata della squadra di Giampiero Ventura, trascinata dai gol di Alessio Cerci e Ciro Immobile, che sfiorò l'Europa sul campo per poi conquistarla grazie all'esclusione del Parma. L'ex difensore ha parlato in esclusiva ai microfoni di Toro News.

Giovanni Pasquale

Giovanni, che stagione è stata per il Toro?

"Sono partiti bene e forse potevano ottenere qualcosina in più. C'erano molte aspettative. Io spero che, magari dal prossimo anno, possano raggiungere qualche obiettivo importante, perché se lo meritano".

Da dove bisogna partire per la prossima stagione?

"Bisogna lavorare bene, pianificare e darsi degli obiettivi".

Tu conosci bene Gianluca Petrachi.

"È un ottimo direttore, sa muoversi bene. Conosce la piazza del Toro e quindi gli posso fare un grosso in bocca al lupo. Sicuramente porterà qualche risultato".

Può essere un valore aggiunto in un Toro che dovrà cambiare tanto?

"Sì, dovrà cambiare molto e lui troverà i giocatori giusti, quelli che porteranno qualcosa in più a questa società".

L'ambiente Toro ha vissuto un'annata un po' particolare. Ti ha fatto effetto vedere lo stadio vuoto?

"Fa molto effetto, perché mi ricordo quando entravi in campo e vedevi la curva piena, con tutti a cantare e a sostenere la squadra. Quando vedi uno stadio vuoto vuol dire che c'è qualcosa che non funziona. È un campanello d'allarme e bisogna ripartire da lì".

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