Giuseppe Vives in esclusiva ai microfoni di Toro News: le sue parole sul Torino di oggi, sui ricordi in granata e con la maglia del Lecce

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Il Lecce e Zeman: “Difficile dire addio”

Lecce v Juventus FC - Serie A
LECCE, ITALY - FEBRUARY 20: Giuseppe Vives (C) of Lecce battles for the ball with Alessandro Matri (R) of Juventus during the Serie A match between Lecce and Juventus FC at Stadio Via del Mare on February 20, 2011 in Lecce, Italy. (Photo by Maurizio Lagana/Getty Images)

Sabato c'è il Lecce, lei ci ha passato cinque anni. Ha ricordi positivi anche di quella piazza? “Assolutamente, mi ha dato l'opportunità di vedere per la prima volta la Serie A. Ho avuto la fortuna di vincere due campionati di Serie B, una salvezza in Serie A… Ho vissuto dei momenti bellissimi. Le piazze più importanti per me nel calcio sono state Lecce e Torino, cinque anni da una parte e sei dall’altra. Sono stati anni bellissimi, dove veramente mi sono sentito a casa con persone che diventavano parte della mia famiglia. È stata dura anche allontanarmi da Lecce. Mi affeziono tantissimo e prendo sicurezza nei luoghi dove sto e dopo faccio fatica a spostarmi”.

A Lecce ha avuto modo di lavorare con un allenatore che ha fatto la storia del calcio italiano come Zeman. “Ho avuto la fortuna di averlo e mi ha dato tanto. Io venivo dalla C2, quindi avevo sempre quella paura dentro di non riuscire a fare il salto. Però ho lavorato in ritiro e lui mi ha dato subito l'opportunità, senza timore, di confrontarmi e di crescere”.

Com’è stato il suo ultimo percorso alla Zeta Napoli? “È stata un'esperienza nella quale ho voluto dimostrare anche ai miei figli che lo sport è bello in qualsiasi categoria, l'importante è farlo con passione e con amore, anche se è una Terza Categoria. L'ho voluto fare anche per questo. Poi alla Zeta Napoli c'è un progetto importante, varie situazioni di ragazzi che sono stati sfortunati in un percorso calcistico; quindi, per me vivere anche le loro emozioni è stato bello. Però sono stanco, ho una scuola calcio, impegni familiari… Diventava veramente difficile”.

Il campo da calcio non l'ha mai abbandonato. “No, assolutamente no. Ho una scuola calcio da più di dieci anni vicino a Napoli, a Casoria”.

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