Il punto sulla questione stadio: il Toro giocherà le partite casalinghe all’Olimpico-Grande Torino anche nella prossima stagione
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Non c’è mai stato alcun dubbio: il Toro giocherà le partite casalinghe all’Olimpico-Grande Torino anche nella prossima stagione. La concessione in scadenza al 31 dicembre non rappresenta un problema, i granata potranno finire la stagione nel loro impianto. Il discorso è intanto rivolto alla manifestazione di interesse per il partenariato pubblico privato espressa dai granata. La prima svolta è arrivata a fine aprile con la presentazione al Comune di una manifestazione d’interesse preliminare “finalizzata alla successiva presentazione di una proposta di partenariato pubblico privato mediante finanza di progetto relativa allo sviluppo strategico degli impianti sportivi dello stadio Olimpico Grande Torino e del centro sportivo Robaldo”. L’attesa è ora rivolta alla presentazione della proposta, in collaborazione con il Politecnico di Torino. Un passaggio che, a quanto filtra, dovrebbe arrivare a stretto giro di posta.
Partenariato, come funziona?
Come previsto dal Codice dei contratti pubblici all’art.174 comma 3, il partenariato pubblico-privato può assumere diverse forme: tra queste la concessione, (anche nelle forme della finanza di progetto) la locazione finanziaria e il contratto di disponibilità. Solitamente, si tratta di accordi di lungo periodo, che consentono al privato che investe di ammortizzare i finanziamenti su più bilanci di esercizio. Il Torino ha reso pubblico che la struttura scelta sarà quella della finanza di progetto, senza svelare altri dettagli. Questa proposta, con i suoi dettagli, dovrà arrivare a breve: l’attuale contratto d’affitto scade il 31 dicembre 2026, ma già prima della stagione 2026/2027 il Torino dovrà ovviamente indicare lo stadio dove giocherà per tutta la stagione. L’intero processo sarà ovviamente ad evidenza pubblica e seguirà i dettami della Legge Stadi (decreto legge 96/2025, convertito con modifiche dalla legge 119/2025), che mira a semplificare la costruzione e l'ammodernamento degli impianti sportivi in vista anche (ma non solo) di Euro 2032. Oltre a richiamare esplicitamente il Codice degli Appalti per la regolamentazione del partenariato pubblico-privato, questa legge istituisce un fondo rotativo denominato "Fondo italiano per lo sport" come strumento per le Pubbliche Amministrazioni al fine di sostenere la promozione, l'aggiudicazione e l'organizzazione di grandi eventi sportivi internazionali e di ottimizzare gli investimenti a favore dello sport e dell'impiantistica sportiva.© RIPRODUZIONE RISERVATA