Nel 1926 iniziava la favola del bomber del "Trio delle Meraviglie", pioniere di un Torino leggendario e re dei record
Il progetto del Museo Grande Torino c’è, ma il progetto… (VIDEO)
Gino Rossetti non è stato soltanto un attaccante straordinario: è stato il simbolo di un’epoca in cui il calcio cominciava a diventare mito e leggenda. Ricordare oggi i cent’anni dal suo esordio con la maglia del Torino significa compiere un viaggio a ritroso nel tempo, fino a quel settembre del 1926 che avrebbe cambiato per sempre la storia granata.
Cento anni fa il primo ruggito di Gino Rossetti con il Torino
Arrivato dallo Spezia come un giovane talento di grandi speranze, Rossetti impiegò pochissimo a dimostrare di che pasta fosse fatto. Potente, risoluto, dotato di un tiro sinistro devastante che terrorizzava i portieri dell'epoca, divenne subito un pilastro fondamentale dell'attacco del Toro. Con Giulio Libonatti e Adolfo Baloncieri andò a formare il leggendario e temutissimo "Trio delle Meraviglie", un terzetto offensivo capace di esprimere un gioco corale e devastante, ancora oggi tra i più iconici del calcio italiano. In otto stagioni sotto la Mole, Rossetti collezionò oltre duecento presenze e un bottino di reti impressionante (144 gol). L'apice fu la stagione 1928-1929, condotta a ritmi vertiginosi e coronata dalla vittoria dello Scudetto, durante la quale mise a segno ben 36 gol in 30 partite: un record assoluto per il campionato italiano a girone unico che sarebbe resistito incontestato per quasi novant'anni.
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