A Talara, nel nord del Perù, esistono davvero due squadre che portano il nome Torino: una nacque nel 1952 come omaggio al Grande Torino

Ieri l’allenamento a porte aperte, le conferenze stampa dei due tecnici, ora non resta che abbandonarsi all’attesa, alla tensione e ai soliti scongiuri fino al fischio d’inizio delle 20.45. Toro e Juve si affrontano ancora una volta: i bianconeri per confermare una supremazia storica, i granata per provare finalmente a incrinarla. È questo ciò che si respira tra viali, controviali, piazze e sampietrini bollenti che guardano verso la Mole Antonelliana. Ma se vi dicessimo che, a oltre diecimila chilometri di distanza, esiste davvero un altro derby di Torino? Un derby di Torino, ma in Perù. No, non è un abuso di figura retorica. Bisogna prendere un volo intercontinentale e atterrare a Talara, città del nord del Perù affacciata sull’Oceano Pacifico. Lì esistono davvero due squadre che portano il nome Torino e che si affrontano nelle competizioni locali: il Club Atlético Torino e Asociación Torino FC. Le due squadre si sono affrontate anche di recente, ad aprile, in Copa Perú, in due occasioni: la prima sfida si è chiusa con un netto 5-1 in favore dell’Atlético Torino, la seconda con uno scialbo 0-0.

WhatsApp Image 2026-05-22 at 23.01.48

Ma cosa c’entra Torino con due squadre del Perù? La spiegazione arriva da Leiter García Oliva, storico giornalista sportivo peruviano, fondatore del quotidiano sportivo El Bocón e profondo conoscitore del calcio di Talara. L’Atlético Torino nacque il 20 marzo 1952 proprio come omaggio al Grande Torino. A raccontare il legame con la storia granata è lo stesso Leiter: “Fu fondato in memoria dell’aereo precipitato in cui morirono i giocatori del Torino.” Il riferimento, inevitabilmente, è al Grande Torino. Ma c’è un dettaglio ancora più affascinante. Perché inizialmente quel club non avrebbe nemmeno dovuto chiamarsi così. “Si pensava a Palmeiras. Oppure semplicemente Talara. Poi fu scelto Torino, in onore e come omaggio postumo al Torino.” Una scelta che racconta tutto: l’Atlético Torino nacque deliberatamente come omaggio al Toro.

WhatsApp Image 2026-05-22 at 23.04.49

Secondo Leiter, ancora oggi, l’Atlético Torino è il club simbolo della città. E l’enfasi con cui snocciola soprannomi come “El Rey de Copas” (“Il re di coppe”), “El Taladro del Norte” (“Il trapano del Nord”) o “La Granate Petrolera” racconta da sola il legame viscerale tra Talara e la sua squadra. Non parliamo di una realtà folkloristica: l’Atlético Torino ha conquistato cinque Copa Perú ed è arrivato perfino a disputare la Copa Libertadores, segno di una storia importante nel panorama calcistico peruviano. Ma la storia non finisce qui. Perché a Talara il Torino non è uno solo. “L’Asociación Torino FC nasce dall’idea di un tifoso dell’Atlético Torino, che sentì la necessità di fondare quel club per affermarsi come dirigente e affrontare l’Atlético Torino.” Così racconta Leiter, che il secondo Torino lo ha persino soprannominato “Torino Chiquito”, il piccolo Torino. Non un nome ufficiale, ma un’etichetta che racconta bene il rapporto tra le due realtà.

Ma è davvero un derby? Una rivalità feroce come quella tra Toro e Juve? La risposta spiega bene la natura di questa sfida. “Dovrebbe essere un classico, ma lo è solo sulla carta. In fondo dirigenti, giocatori e tifosi dell’Asociación Torino FC sono tifosi dell’Atlético Torino.” Una lettura inevitabilmente di parte, considerando l’amore viscerale di Leiter per l’Atlético Torino, ma che rende bene l’idea: più un derby di famiglia che una guerra calcistica. La genealogia è la seguente: L’Asociación Torino FC è figlio dell’Atlético Torino, che a sua volta è figlio del nostro Toro.

WhatsApp Image 2026-05-22 at 23.00.17

Leiter García Oliva

Lo dice lo stesso Leiter: “Il mio Torino di Talara è il figlio minore del Toro di Torino.” Eppure c’è un dettaglio che colpisce più di ogni altro. In oltre settant’anni di storia, racconta Leiter, nessuno dal Torino d’Italia si è mai fatto vivo. Nonostante un club nato proprio per omaggiarlo. “Mai nessuno dal Torino d’Italia ci ha contattati. E io sogno di arrivare a Torino con il cuore granata aperto. Spero di poter realizzare questo mio grandissimo sogno.”

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti
Tutti
Leggi altri commenti