Il tecnico granata fornisce le ultime indicazioni in vista della sfida contro i brianzoli

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Ignazio Abate presenta la prossima sfida del Torino che andrà in scena domani - venerdì 23 ottobre - alle ore 20.45 contro il Monza. Il mister granata si presenterà a breve nella sala conferenze dello Stadio Olimpico Grande Torino per rispondere alle domande dei giornalisti presenti.

14.15 Si attende l'arrivo di Ignazio Abate

14.35 Arrivato Abate, via alle domande.

A che punto è il percorso del Torino?

“Sinceramente non lo so. Sicuramente non ci deve abbandonare la voglia di migliorarci giorno dopo giorno. Abbiamo margini di miglioramento, dobbiamo continuare a lavorare e perseverare”.

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Che tranelli può infliggersi la tua squadra?

“Della mia squadra ha massima fiducia. Ho visto la squadra allenarsi con la tigna giusta. Domani è una partita difficilissima, arriviamo da un’eliminazione in Coppa Italia contro di loro. Sarà una partita sporca e dobbiamo mettere la nostra forza dentro lo sporco”.

Cosa apprezzi di Simeone?

“Non devo difendere a prescindere un ragazzo. Ha sempre messo lo stemma davanti a tutti. E’ un giocatore da gruppo. Quando giochi per la squadra la ruota ti gira. Alleno ragazzi positivi che hanno a cuore le sorti di questa piazza”.

Quella eliminazione in Coppa può dare quegli stimoli in più? Si può sfatare anche il tabù delle tre vittorie di fila?

“Non sono stimoli per noi. Noi dobbiamo pensare al nostro percorso di crescita. Credo in un processo, in un lavoro graduale, nel lavoro quotidiano. E’ questa la strada che abbiamo intrapreso. Arriviamo da due partite in cui abbiamo fatto risultato ma non ero disfattista prima e non sono soddisfatto ora “.

Bella la corsa per il gol di Simeone. Lavori anche su questi aspetti?

“Per quanto riguarda la corsa mi è uscita in modo spontaneo. Credo nella connessione umana perché mi rappresenta. Ho giocato in squadre in cui si lottava per un obiettivo comune e poi ognuno andava per la sua strada. Io invece ho bisogno di legarmi ai giocatori. Quel senso di famiglia e del dovere è un aspetto fondamentale secondo me”.

Come gestire due partite ravvicinate?

“Ci sono tante valutazioni da fare, bisogna capire tanto del percorso dei ragazzi, ieri abbiamo fatto recupero, vediamo come ha recuperato chi ha giocato, qualche considerazione va fatta, manderò in campo la squadra migliore che mi dà garanzie, pensando solo ed esclusivamente al Monza”.

Questo sistema penalizza Fitz-Jim?

“Fitz-Jim è partito bene, ha avuto un problema al tallone, si è curato Durante la sosta, non si è allenato con la squadra ma ora lo vedo bene in allenamento. Fitz può giocare nei due mediani o come mezza, è un’alternativa molto valida per noi”.

Come cambia la difesa con Ismajli o Rodriguez?

“Il punto di equilibrio te lo danno i giocatori. Questo è l’incastro delle caratteristiche dei ragazzi. Io devo lavorare più sulle lacune che sui punti di forza. L’altra sera Ismajli ha fatto una grande partita con la palla e sta migliorando giorno dopo giorno. Quando alleni ragazzi di 31, 32 anni non è facile entrargli dentro. Sono contento che si è allenato con grande cattiveria. Farà una grande partita”.

E’ un test di personalità?

“No, quando affronti squadre così non è una partita da palleggio o da dominio, loro ci vorranno portare sui loro binari e per farlo noi con loro dovremo vincere i duelli, nello sporco bisognerà mettere le loro qualità per isolare qualche duello e vincere la partita”.

Che lavoro sta facendo su Belghali?

“E’ più forte di me (ride). Stiamo migliorando sulle posture del corpo, sui tempi di smarrimento e sulla fase difensiva visto che difendiamo sia a 4 che a 5, sta mettendo tutto in atto. Non ha fatto il ritiro e ho cercato di dargli minutaggio in maniera graduale, deve crescere senza accontentarsi”

Auguri a Vlasic di sbloccarsi?

“Lui e Simeone hanno avuto lo stesso percorso in questo inizio di campionato. Sono tutti e due in grande crescita. Vlasic avverte tanto il peso della responsabilità ma deve stare più sereno. E’ un lavoratore allucinante. Gli chiedo di entrare in campo con più leggerezza possibile”.

C’è voglia di rivincita col Monza?

“Noi dobbiamo lottare contro noi stessi, altrimenti saremmo dei mediocri. Credo dal mio punto di vista che stiamo centrando l’obiettivo di creare l’anima del gruppo. Si è creato un grande senso di appartenenza e voglio vedere quel veleno in campo. La squadra è riuscita a godere dentro la sofferenza. Dobbiamo creare basi ancora più solide”.

Qual è il prossimo obiettivo?

“Va alimentata questa anima, va annaffiata, bisogna migliorare dal punto di vista difensivo e poi sarà l’ultimo obiettivo quello di migliorare nel gioco ma c’è tanto da lavorare, ci sono tanti step, non credo nelle scorciatoie, credo nel lavoro, ci va equilibrio. La squadra deve stare con la testa bassa e pedalare”.

Contro il Parma il Toro ha attraversato anche un momento di difficoltà a inizio ripresa. Su cosa bisogna lavorare per riuscire a mantenere il controllo della partita anche quando gli avversari alzano il ritmo?

“Hai mai visto chi tiene il controllo per 95 minuti? Nessuno lo fa. Lo step che bisogna fare è che dopo quei 20 minuti di sofferenza abbiamo pensato di portare a casa il risultato facendo trascorrere il tempo, invece andava chiusa, potevamo fare meglio. Tutto passa dall’aspetto mentale”.

Come vedi Aboukhlal, può giocare in tutte le posizioni da esterno?

“Per lui posso spendere solo parole di elogio. E’ rimasto e ha fatto il professionista vero. Si è adattato a fare il quinto. Volevo premiarlo. Alla lunga quando uno batte giorno dopo giorno è giusto che venga gratificato".

Varela come pensa di neutralizzarlo?

“Sappiamo le sue qualità ma noi dobbiamo affrontare undici. Anche io ho giocatori forti e domani mi aspetto una grande partita specialmente dagli attaccanti con voglia di coprire la palla il più possibile. Il Monza non è solo Varela. Ha quattro cinque giocatori di livello. Non vedo l’ora che sia domani e dobbiamo continuare ad avere una connessione con la nostra gente”.

Quanto ha lavorato su Simeone dal punto di vista tattico?

In ogni squadra l’allenatore porta un’idea ma sembra in considerazione delle qualità dei giocatori, con una punta era più in difficoltà, va meglio con le due punte ma poi va trovato equilibrio, dal punto di vista tattico ho lavorato sempre con tutta la squadra. Capisce il mio gioco come lo leggono tutti gli altri miei attaccanti”

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