L'allenatore dei grigiorossi parla alla vigilia del match dello stadio Zini, con la Cremonese che si gioca punti salvezza pesanti
Non c'era bisogno di rivoluzioni (VIDEO)
Marco Giampaolo parla in conferenza stampa, alla vigilia della partita Cremonese-Torino, prevista per domani 19 aprile alle 12.30. Qui di seguito le risposte del tecnico dei grigiorossi alle domande dei giornalisti.
Il Torino si è risollevato sotto la gestione di D'Aversa. Che tipo di avversario si aspetta domani? “Innanzitutto D’Aversa sta facendo molto bene, ci siamo anche sentiti prima del suo approdo al Torino per uno scambio di pareri sulla qualità della rosa per me ottima. Ha raccolto risultati importanti, in più parliamo di una squadra con giocatori di qualità, lui si gioca anche la permanenza e perciò avrà le motivazioni per fare bene. Mi aspetto quindi un match duro contro una squadra che viene a giocarsela senza carichi psicologici, ma noi siamo in una condizione che ci impone di fare una partita seria e giusta”.
Ha cercato di lavorare sulla mancata reazione di Cagliari, della quale ha parlato al termine della gara? “Di quella partita sono stato contentissimo fino a quando abbiamo preso il gol. La squadra aveva fatto molto bene fino a quel momento, ma non mi sono piaciuti i minuti restanti fino al fischio finale. Se non c’è reazione probabilmente c’è sotto anche un problema psicologico, perché in stagione è sempre stato difficile rimontare. Ne ho parlato alla squadra, in settimana abbiamo lavorato anche dal punto di vista tecnico per fare in modo di avere, quando capita qualcosa, gli strumenti per rimettere a posto le cose. Ai calciatori bisogna dare un riscontro, non solo parole. Poi c’è della fragilità, ma dobbiamo essere consapevoli che le ultime 6 partite vanno giocate per arrivare all’obiettivo. Non serve aggiungere ulteriori problemi, dobbiamo uscire dalla preoccupazione e dalla tensione, le nemiche della prestazione. Voglio una squadra coraggiosa e che abbia l’anima per fare le cose giuste”.
Potrebbe cambiare modulo riproponendo Bonazzoli dietro le punte e il 4-3-1-2 come nel finale della sfida dell’Unipol Domus? “Non siamo cambiati molto rispetto a come volevamo attaccare, anzi i ragazzi hanno riconosciuto subito cosa fare per proporre gioco, ciò che ci è mancato è la lettura successiva. Gli attaccanti hanno occupato le zone giuste, i tre centrocampisti hanno sempre agito bene, è cambiato il modo di attaccare, non la posizione. Non siamo stati bravi nelle scelte”.
La Cremo fatica soprattutto sugli attacchi laterali. Ci avete lavorato? “Ogni settimana inserisco un pezzo di lavoro in più sia riferito alla partita precedente sia a quella successiva, lavorando sia individualmente che sul reparto. Sono piccole parti sulle quali lavoriamo sempre, non possiamo perderci nei dettagli perché qui dobbiamo essere concreti, scegliendo ogni partita le soluzioni migliori”.
Nelle ultime partite il centrocampo ha faticato a recuperare palla, a differenza di Parma. Cosa ne pensa? “Abbiamo una casistica molto ristretta per fare determinati ragionamenti. A Parma la gara è stata molto tattica, con il Bologna abbiamo sbagliato nel primo tempo, aggiustando la situazione nel secondo, ma è stata colpa mia, mentre a Cagliari la partita è stata fatta bene per la ricerca delle contrapposizioni sul campo e dell'equilibrio. Il confronto con gli avversari cambia sempre e costringe a riadattarsi in modo diverso, ma io so dove sto e cosa devo fare”.
Con la sconfitta di Cagliari la lotta per la salvezza sembra coinvolgere solo Cremonese e Lecce. La considera un’occasione persa per poter includere una squadra in più nella corsa? “La sconfitta grida vendetta, è ovvio che sarebbe stato fondamentale tenere invariato il distacco nei loro confronti. Ma non possiamo prendercela con nessuno, la responsabilità è nostra”.
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