I voti del match tra neroverdi e granata: la pagella della seconda giornata di Serie A
Calciomercato, che giornata! Cosa è successo
Centrocampisti
Fortini 5.5: Il suo esordio in Serie A è da macchina diesel davvero troppo lenta a carburare. L'ufficialità di Pedersen all'Olympiakos fa di lui l'unica alternativa dal 1', e Abate non ci pensa due volte. Nel primo tempo fa pochissimo in fase offensiva ma sbaglia tanto in fase di non possesso. La coppia Doig-Laurienté lo mette tanto in difficoltà: non solo il francese, ma anche gli scatti dello scozzese si trasformano spesso in dribbling riusciti e di conseguenza buchi difensivi. Nella ripresa migliora, soprattutto in fase di possesso: inizia a far vedere doti interessanti nello stretto e con il pallone tra i piedi, aggiustando una prestazione altrimenti molto negativa (73' Aboukhlal 5: Deve rifarsi da un errore pesante della settimana precedente. Ma l'esito del tentativo non è positivo. Si vede poco nel quarto d'ora a sua disposizione e spreca una cavalcata di Zapata servendo il pallone dove non c'è nessuno).
Gineitis 5.5: Alla fine, nonostante una prestazione non pregevole contro il Milan, ottiene la riconferma dal 1'. In mezzo è quello con un compito più di interdizione. E i dribbling dei giocatori del Sassuolo lo fanno soffrire: al 23' usa il cartellino giallo per fermare una serpentina di Laurienté. Poi si riprende un po': prova a creare movimento in mezzo e quando riesce a inserirsi si rende anche pericoloso. Non brilla, di certo, ma commette meno sbavature dall'ammonizione in poi. La stessa che gli vale il cambio a metà ripresa (67' Ilkhan 5.5: Il suo posto, forse, è tatticamente occupato da Fitz-Jim e lui fatica a incidere. Ha a disposizione poco meno di mezz'ora ma non brilla, si fa vedere poco e, in maniera più anonima del previsto, non è catalizzante del gioco come aveva abituato in passato).
Fitz-Jim 6.5: Il ruolo da regista gli richiede tempo per prendere le misure, Abate lo richiama in più di un'occasione per questo. Forse si mostra un po' fragile in fase di interdizione, ma in quanto a impostazione evidenzia doti notevoli. Cresce molto dalla mezz'ora in avanti, nelle ultime battute del primo tempo è suo un pallone al bacio per Coco, che impegna non poco Muric di testa. Nella ripresa dimostra di aver preso confidenza con il ruolo e diventa il giocatore da apprezzare: in centrocampo è lui che detta il gioco del Torino e lo fa molto bene).
Vlasic 5: Non c'è Njie e questo non solo gli fa cambiare compagni di reparto... gli fa cambiare reparto. Nel nuovo 3-5-2, Vlasic torna a fare la mezz'ala di sinistra, con compiti, naturalmente, più offensivi rispetto a chi ha a fianco. Il ruolo più basso, però, lo costringe ad avere più a che fare con la manovra senza palla. E lì, va in difficoltà: prima lascia solo Cinquegrano, libero di prendere la traversa; poi soffre, troppo e in troppe occasioni, gli scatti di Volpato. In avanti è sempre creativo ma sotto porta pecca in cinismo, regalando palloni facili a Muric. Non può granché sul secondo gol ma l'immagine è del suo arrivo tardivo su Berardi: la rappresentazione, anche solo superficiale, di una partita negativa per il capitano granata.
Cacciamani 6: Come il croato, anche lui non è privo di colpe per aver lasciato solo Cinquegrano. Ma l'azione, per sua fortuna, si è conclusa sulla traversa. In fase offensiva è lui che dalle prime battute prova a dare una strigliata ai suoi, ma in quella difensiva fatica davvero troppo. E anche sul gol di Volpato dimostra di non aver ancora preso le misure in marcatura. Per tutto il primo tempo fa mancare i propri dribbling, e il Torino lo accusa. Perché appena schiaccia l'interruttore: dribbling secco, cross al bacio, pareggio di Comuzzo. Nella ripresa non riesce a ripetere la situazione e si siede su una prestazione di medio livello.
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