A Corso Re Umberto la commemorazione della Farfalla granata tra ricordi di famiglia, istituzioni ed ex campioni

Copertina video il borgo Filadelfia si tinge di granata

Il Borgo Filadelfia si tinge di granata (VIDEO)

Ci sono storie che il tempo non riesce a scalfire e nomi che, con il passare dei decenni, continuano a risuonare con la stessa forza poetica di un tempo. Oggi, 15 ottobre, in Corso Re Umberto di fronte al civico 46, la comunità granata si è ritrovata ancora una volta per rendere omaggio al leggendario Gigi Meroni, la celebre "Farfalla Granata", tragicamente scomparso in quello stesso luogo il 15 ottobre di 59 anni fa. La cerimonia, organizzata dal Circolo Soci Torino FC 1906 in collaborazione con il Torino, ha richiamato istituzioni, dirigenti, glorie del passato e tifosi, uniti nel ricordo del numero 7.

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La memoria che supera il tempo: le parole degli assessori Carretta e Foglietta

A dare il benvenuto ai presenti è stato l'Assessore Carretta, che ha sottolineato il valore intergenerazionale della memoria: "Benvenuti, come ogni anno, anche oggi ci ritroviamo qui, in Corso Re Umberto, a ricordare con passione questo momento che è diventato immortale. Noi non abbiamo avuto la fortuna di vedere Meroni giocare, ma l'abbiamo conosciuto attraverso il ricordo, attraverso chi ha custodito la sua storia nei racconti, nei libri, nei film, negli articoli di giornale. La Farfalla Granata continua a volteggiare nell'aria per tutti noi". Un pensiero condiviso anche dall'Assessore Chiara Foglietta, che ha portato una testimonianza intima e familiare: "Noi apparteniamo a un'altra fase della vita, che ci ha strappato Gigi, ma che vive ancora in noi. Lo ricordo attraverso i racconti di mio padre: in campo era stravagante, fuori dal comune, eclettico. Era una presenza che c'era sempre".

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Oltre gli schemi: il parallelismo di Don Gian Luca Carrega

Momento centrale della commemorazione è stata la benedizione impartita da Don Gian Luca Carrega, intervenuto in vece di Don Riccardo Robella: "Essere qui oggi è un privilegio, ed è una bellezza poter condividere questo momento, oggi che la chiesa ricorda Santa Teresa. Lei era molto diversa da Meroni: una donna religiosa e un giovane calciatore. Teresa D'Avila ha cambiato la spiritualità del cristianesimo nel Cinquecento perché aveva una visione particolare della vita: vedeva al di là del suo monastero. E anche Meroni guardava fuori dagli schemi. Ci sono personaggi geniali, creativi, che tracciano un percorso che gli altri non vedono. In gioventù ho visto le gesta di Meroni, oggi vedo Yamal, una star mondiale, e penso al talento che va avanti. In quei tempi era nella nostra città. Siamo qui a ricordare oggi Meroni, una stella del calcio, un ragazzo morto prima del tempo. Oggi affidiamo Gigi alla figura del Padre".

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Presenze d'eccezione per un mito granata mai tramontato: da Sala a Zaccarelli

Alla solenne e commossa celebrazione non sono mancate le figure simbolo della storia e della dirigenza del club. Tra i presenti spiccavano campioni indimenticabili come Renato Zaccarelli, Giuseppe Pallavicini e Claudio Sala, il Direttore Operativo del Torino FC Alberto Barile e il Presidente del Circolo Soci Torino Leonardo D'Alessandro. Accanto al cippo commemorativo adornato dai fiori, la memoria di Gigi Meroni si conferma sempre più viva: non soltanto il ricordo di una stella del calcio passato, ma il simbolo eterno della passione granata.

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