Dal primo tempo ai cambi, diverse valutazioni di Ignazio Abate non trovano pieno riscontro con quanto visto allo Stirpe

Frosinone Calcio v Torino FC - Serie A 2026/27

Granata caduti allo Stirpe, il commento a caldo di Frosinone-Torino 2-0 (VIDEO)

Il primo novembre il Torino ha regalato al pubblico dello Stirpe un secondo tempo da horror, ma del resto Halloween era stato appena un giorno prima. A Frosinone è arrivata una sconfitta per 2-0 che sa di passo indietro, non tanto per il risultato quanto per il modo in cui è maturata. Il percorso intrapreso da Abate, lo sappiamo, è complicato: richiede tempo e prevede inevitabilmente cadute e ostacoli, ma questo non significa dover ignorare le difficoltà.

La partita, in realtà, aveva già mostrato qualche crepa nella prima frazione. Il Frosinone aveva preso l'iniziativa, mettendo in difficoltà i granata con il pressing e creando diverse occasioni. Il Torino aveva risposto con qualche fiammata, soprattutto in contropiede, senza però riuscire a sottrarsi con continuità alla pressione avversaria. Nella ripresa la situazione è precipitata: Ghedjemis ha sbloccato il risultato dopo appena tre minuti e i granata non sono più riusciti a rientrare in partita. Le parole di Abate nel post-gara offrono diversi spunti, ma alcune valutazioni meritano di essere confrontate con quanto visto in campo.

Frosinone Calcio v Torino FC - Serie A 2026/27

Abate difende le due facce del Toro, ma la ripresa è un campanello d'allarme

"Ho visto un buon Toro nel primo tempo dove abbiamo messo in difficoltà il Frosinone. Nella ripresa sono d'accordo che non abbiamo fatto bene, siamo andati d'inerzia senza equilibrio e il Frosinone è bravissimo nelle transizioni".

La lettura del primo tempo è probabilmente il passaggio meno convincente dell'analisi fatta dal tecnico dopo la partita. Il Frosinone aveva già sfiorato il vantaggio con Monterisi, Raimondo e Ghedjemis, mentre il Torino si era reso pericoloso soprattutto con la ripartenza di Simeone conclusa da Aboukhlal. Qualche buona iniziativa non basta, però, per parlare di una squadra che ha saputo mettere in difficoltà gli avversari con continuità. I ciociari avevano preso il controllo territoriale e costretto i granata a rincorrere, mostrando una superiorità nell'iniziativa che il risultato ancora fermo sullo 0-0 rischiava di nascondere.

La ripresa ha reso ancora più evidenti queste difficoltà. Il gol di Ghedjemis al 48', nato dalla progressione di Kvernadze sulla sinistra, ha trovato una retroguardia granata poco reattiva. Da lì in avanti il Toro ha perso ulteriormente le distanze, concedendo occasioni su occasioni. Quando Abate parla di mancanza di equilibrio individua un problema reale, ma non basta chiamare in causa le transizioni avversarie: sono mancati anche la gestione del pallone, la protezione della propria area e la capacità di interrompere le ripartenze.

Il tecnico ha poi escluso problemi legati alla volontà dei giocatori: "Dal punto di vista dello spirito e dell'animo non posso dire nulla alla squadra". L'impegno, però, non può essere l'unico metro di giudizio. Il Torino qualche tentativo di reazione lo ha prodotto, soprattutto con Zapata e con la conclusione di Comuzzo nel finale, ma senza riuscire a dare continuità alla propria spinta. Quando Abate individua il prossimo passo da compiere, aggiunge: "Il prossimo passo è starci più dentro nello sporco e nella lettura dei momenti della gara. Perché, specialmente all'inizio della ripresa, dovevamo tenere più botta ed ero sicuro che avremmo ripreso in mano la partita". Proprio l'avvio del secondo tempo rappresenta il problema principale: il Torino non ha saputo assorbire la pressione del Frosinone e, una volta in svantaggio, non ha trovato una contromisura. Prima di riprendere in mano una partita, bisogna riuscire a non farsela scappare.

Gerarchie fisse o mobili? Che dilemma...

Torino FC Training Session
TURIN, ITALY - SEPTEMBER 30: Cesare Casadei and Kian Fitz-Jim during Torino FC Training Session at Centro Sportivo Filadelfia on September 30, 2026 in Turin, Italy. (Photo by Torino FC/Torino FC 1906 via Getty Images)

Abate ha sempre insistito sulla possibilità di cambiare gli interpreti e sulla necessità di guadagnarsi il posto attraverso il lavoro. La trasferta di Frosinone, però, ha lasciato qualche interrogativo. Vlasic è rimasto in campo per tutti i novanta minuti, mentre Casadei non ha trovato spazio. Una scelta motivata dal tecnico: "Ho lasciato Vlasic per 90 minuti perché può sempre inventare la giocata, di conseguenza non è entrato Casadei".

Il croato è il principale riferimento tecnico del Torino, ma allo Stirpe non è riuscito a cambiare volto alla partita. Ha cercato la conclusione dalla distanza in due occasioni, senza trovare lo specchio, e non ha dato continuità alla manovra offensiva. Affidarsi alla sua giocata può essere una soluzione, ma in una gara nella quale mancavano soprattutto ordine e presenza a centrocampo sarebbe stato possibile provare qualcosa di diverso. Casadei avrebbe potuto offrire maggiore fisicità e inserimenti: non è detto che sarebbe stata la risposta giusta, ma la sua esclusione per novanta minuti lascia qualche dubbio sulla flessibilità delle gerarchie.

Perri, gli errori individuali non possono diventare un alibi

La prestazione di Lucas Perri aggiunge poi un ulteriore elemento di valutazione. Il brasiliano ha alternato interventi importanti, come la risposta su Hasa e quella sulla conclusione di Birligea, a due errori molto gravi nella gestione del pallone. In particolare, il pasticcio al 62' ha permesso a Ghedjemis di presentarsi davanti alla porta, salvata soltanto dagli interventi di Ismajli e Coco. Undici minuti più tardi un'altra indecisione ha regalato il possesso a Birligea, che per due volte non è riuscito a superare il portiere granata. Non sono episodi da minimizzare: in una partita già complicata, il Torino ha rischiato di compromettere definitivamente il risultato per errori evitabili. Allo stesso tempo, ridurre la sconfitta alle incertezze del portiere sarebbe un errore. La squadra ha concesso troppe situazioni pericolose e non è riuscita a proteggere né Perri né la propria area.

La trasferta dello Stirpe consegna ad Abate più di un aspetto su cui riflettere. Il primo tempo non sembra essere stato così positivo come raccontato dall'allenatore, mentre nella ripresa sono emersi limiti di organizzazione, gestione e lettura della partita. Difendere il gruppo e riconoscerne i progressi è legittimo, ma serve anche la capacità di individuare le responsabilità e intervenire sui problemi. Non per forza in conferenza stampa o davanti a dei microfoni. Ma per forza sul campo e sulla gestione del quotidiano.

Sabato c'è il Lecce: serviranno il veleno chiesto dall'allenatore, ma soprattutto una reazione concreta. Il percorso può essere lungo e tortuoso, ma non può diventare una giustificazione per gli stessi errori.

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