Le parole di Juric dopo la sconfitta con l'Udinese fanno tornare alla mente più di qualche dejà-vu
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"Abbiamo fatto un primo tempo perfetto". Ivan Juric lo ha detto dopo il 2-3 del Monza contro l'Udinese. Eppure il Monza era sotto di tre gol all'intervallo. Non è tanto la richiesta di rinforzi a sorprendere, quanto il ragionamento che la accompagna: per Juric la squadra può aver giocato bene e, contemporaneamente, non essere ancora abbastanza attrezzata per evitare certe fragilità. "Abbiamo subito tre tiri e tre gol", ha spiegato, prima di definire il Monza "una squadra piccola con delle fragilità" e chiedere alla società di alzare il livello. Una lettura che non è contraddittoria in sé, ma che riporta alla mente dinamiche già viste a Torino: la prestazione come punto di partenza, gli errori come spiegazione della sconfitta e il mercato come soluzione per colmare ciò che manca.
Quella tendenza...
Perché Juric ha sempre avuto il merito di chiedere tanto alle proprie squadre, ma anche la tendenza, nei momenti difficili, a individuare nella rosa una parte importante del problema. A Torino era successo più volte. Nel gennaio 2024, dopo lo 0-0 con il Genoa, parlò di una "partita bellissima" e si disse "strasoddisfatto", chiedendo però "qualcosina in più dalla panchina per fare ancora un passo in avanti". E nella fase finale della sua esperienza granata il tema era diventato ancora più evidente: il Toro doveva alzare l'asticella, perché secondo Juric mancava qualcosa per poter davvero puntare all'Europa. Il problema nasce quando questa spiegazione diventa una costante. Perché se la squadra gioca bene ma perde, gli errori sono individuali; se manca qualcosa, servono rinforzi. Ma a un certo punto bisogna anche chiedersi quanto l'allenatore riesca a incidere su quelle fragilità con gli uomini che ha a disposizione. È una domanda che a Torino, soprattutto nell'ultima parte della sua esperienza granata, era diventata sempre più presente. E ora Juric la ritrova a Monza, con una squadra che ha incassato sette gol nelle prime due giornate.
Il mercato e la sfida di Coppa Italia
E il timing non potrebbe essere più curioso: domani Juric torna al Grande Torino da avversario in Coppa Italia, mentre il Monza sta cercando proprio in queste ultime ore di mercato di assecondare le sue richieste. Il club si è mosso soprattutto per rinforzare una rosa che il tecnico ha definito incompleta: in difesa è arrivato Ziółkowski e si cerca ancora un altro profilo, mentre tra i pali il Monza sta accelerando per Tornqvist, con Terracciano che resta una suggestione. Il mercato, dunque, sta provando a dare ragione alla diagnosi di Juric. Ma sarà il campo a stabilire se quella diagnosi era davvero corretta. Perché se una squadra prende sette gol nelle prime due giornate e l'allenatore continua a parlare di prestazioni positive e giocatori mancanti, gli ultimi acquisti diventano anche la verifica della sua tesi. A Torino quella storia finì senza il salto di qualità atteso e con l'addio a fine stagione. A Monza il copione è appena iniziato. E ora Juric dovrà dimostrare che questa volta la differenza la può davvero fare il mercato.© RIPRODUZIONE RISERVATA