Niccolò Fortini è ufficialmente un nuovo esterno del Toro: ecco quali sono i pro e contro dell'ex Fiorentina
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Pro: l'ambivalenza a destra e a sinistra, ma anche per un cambio di schema
Il Torino ha inserito una nuova freccia nell'arco a disposizione di Ignazio Abate. A livello metaforico, sì, ma anche in senso letterale. Niccolò Fortini è un giocatore che non ruberà l'occhio da un punto di vista estetico, ma che sa garantire corsa e sacrificio con una buona gamba e tecnica. L'allenatore del Toro ha chiesto ai suoi difensori di essere "animali" nella testa. Il nativo di Camaiore giocherà largo nella linea di centrocampo è vero, ma riveste i panni di un animale, da corsa nel suo caso. Instancabile, dall'ottimo livello di fiato e applicato sia in fase difensiva che offensiva. Il classe 2006 incarna quelle caratteristiche che Abate cerca nei propri esterni a tutta fascia. Una dote poi che spicca del nuovo innesto granata è senz'altro la duttilità. Nel proprio passato in Viola, il terzino toscano è stato impiegato spesso a sinistra, ma può essere schierato anche sull'out di destra. E l'intenzione del Toro pare proprio quella: sfruttare la sua ambivalenza e farlo giocare in coppia con colui che della fascia sinistra granata ne è il proprietario, cioè Alessio Cacciamani. Potendone costituire eventualmente anche un'alternativa. Non è da trascurare neanche il fatto che, nei sui trascorsi a Firenze, Fortini nasce come esterno alto d'attacco e viene in seguito spostato nel ruolo di terzino nella Primavera della Fiorentina. Tutte caratteristiche utili al tecnico ex Juve Stabia, nel caso in cui volesse in futuro cambiare modulo o dettami tattici.
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