Contro la Carrarese spazio a Mascardi tra i pali. Per il classe '92 settimane decisive per il futuro

Un anno fa, il 18 agosto, non poteva immaginarselo. Certo, uno spera sempre nel suo momento perfetto, ma non sembrava quello il caso. Alberto Paleari, dopo aver svolto il ruolo di vice di Vanja Milinkovic-Savic, avrebbe dovuto fare lo stesso con Franco Israel. Il portiere esperto, la chioccia. E così contro il Modena, all'esordio stagionale in Coppa Italia, giocava il portiere uruguaiano, che mantenne la porta inviolata. Non andò allo stesso modo a San Siro, contro l'Inter, all'esordio in campionato, dove il Toro incassò una manita. Baroni, però, continuò a puntare sull'ex Sporting.

Paleari, da vice a titolare: la svolta della scorsa stagione

Una breve parentesi arrivò il 25 settembre, nella partita di Coppa Italia contro il Pisa, quando Paleari si superò con una parata salvifica al 96'. "Viviamo per questi momenti, sono contento per aver permesso alla squadra di passare il turno", disse, rilasciando dichiarazioni perlopiù da vecchio saggio dello spogliatoio, non da chi, di lì a breve, si sarebbe sobbarcato la responsabilità di difendere i pali per l'intera stagione. E invece andò proprio così. Dopo Lecce, per Baroni e D'Aversa non ci fu più alcun dubbio di sorta. Paleari si sarebbe esaltato nel derby d'andata, avrebbe deciso la vittoria col Genoa e, tra qualche alto e basso, sarebbe arrivato fino al termine della stagione, fino al derby di ritorno coincidente con l'ultima giornata di campionato. In tutto 29 presenze e 45 gol subiti, in un'annata horror per la difesa granata. Eppure, nonostante stesse vivendo il sogno di una vita, su di lui sembrava esserci fin dal principio una data di scadenza. Prima chioccia, poi traghettatore, fino alla svolta rappresentata da un nuovo investimento tra i pali. E così, da questa sera, quando le partite non saranno più amichevoli, dovrebbe chiudersi la stagione di Paleari da primo portiere granata.
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Toro, Mascardi ha sparigliato le carte

A Torino, in questi mesi estivi, è arrivato Diego Mascardi: un giovane ancora più giovane di Israel, che al Toro era già approdato con una certa esperienza alle spalle. Bisognava capire cosa farne. Farlo studiare al fianco dei veterani del ruolo oppure lasciarlo crescere magari in una piazza più periferica, per ritrovarselo ancora più pronto la stagione successiva? Mascardi, però, nelle ultime settimane sembra aver sparigliato le carte. E ad Avellino potrebbe essere arrivata la sentenza definitiva sulla sua permanenza. Due rigori parati e, soprattutto, la seconda amichevole consecutiva senza alternarsi con il suo mentore. Paleari ha infatti giocato i primi tempi contro Pinzolo Valrendena, Alcione e Burnley e il secondo contro il Cittadella. Contro Vado e Avellino, invece, è rimasto a guardare. E così sarà anche questa sera, quando non si scherza più.

Contro la Carrarese andrà in porta Mascardi. Poi, nelle prossime settimane, ci sarà ancora il mercato ad accompagnare i granata verso il nuovo campionato. E per ora, in merito alla porta, tiene banco lo stallo per Lucas Perri, il cui arrivo sembrava una formalità e che ora è invece attenzionato anche dal Marsiglia, mentre Mascardi prende sempre più quota.

Paleari, futuro da definire

"Io non sono mai stato uno che ha messo l’ego davanti. Mi sono sempre detto: 'Oggi non è il tuo turno, ma devi dare il tuo contributo a chi gioca'", aveva detto mesi fa Paleari. Ma è chiaro che un potenziale ridimensionamento, addirittura al ruolo di terzo portiere, sarebbe difficile da accettare pienamente. Non mancano estimatori per Alberto da Giussano, soprattutto dalla cadetteria. Intanto, il suo ruolo al Toro è chiaro e continuerà a svolgerlo con la professionalità e il senso di appartenenza che lo contraddistinguono.

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