Ecco quale eredità lascia l'allenatore abruzzese all'ambiente granata nonostante un tempo di pochi mesi dal suo arrivo all'addio
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L'addio si è ormai consumato in maniera ufficiale, dopo settimane di riflessioni il Torino ha deciso di non proseguire il suo rapporto lavorativo con Roberto D'Aversa. L'allenatore abruzzese lascia comunque un buon ricordo nell'ambiente granata soprattutto perché, al momento del suo arrivo, ereditava una situazione molto complicata e non era per nulla scontato poter raggiungere l'obiettivo finale della salvezza per il Toro reduce dal ko di Genova per 3-0 a febbraio (che costà la panchina a Marco Baroni).
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Un allenatore molto abile a subentrare in corsa e a lavorare sulla testa
Ma quali sono le principali eredità che D'Aversa lascia al mondo Toro nonostante i pochi mesi di lavoro assieme? In primis resta certamente il suo grandissimo impatto sul morale e sull'attaccamento dello spogliatoio. L'ex tecnico di Parma e Sampdoria è stato infatti molto abile a lavorare sulla testa dei suoi giocatori, andando a toccare le corde giuste per far fare uno scatto mentale importante a un gruppo piuttosto demoralizzato dopo gli ultimi pessimi risultati della gestione Baroni. D'Aversa ha saputo anche farsi apprezzare dai tifosi per delle dichiarazioni non banali e per quanto si è dimostrato legato alla storia granata e a tutto il blasone che si respira in una piazza come questa. Lo si è potuto notare anche nel giorno delle ricorrenze del 4 maggio e pure nel messaggio di saluto che ha dedicato a tutto il club e ai tifosi.Da Ilkhan a Gineitis: i giovani del Toro possono ringraziare D'Aversa
Tuttavia, un allenatore non può ovviamente solo andare avanti con buoni rapporti e belle parole. D'Aversa è stato infatti in grado di farsi apprezzare molto soprattutto per il suo lavoro sul campo. La media di 1,50 punti che ha saputo ottenere nelle dodici partite in cui ha guidato il Toro, vale infatti una proiezione di 57 lunghezze in classifica nell'arco di un intero campionato. Questo cambio di passo che è riuscito a imprimere nella squadra è stato fondamentale affinché il Torino riuscisse a raggiungere l'obiettivo salvezza. Anche alcuni singoli hanno avuto un rendimento in crescita sotto la gestione D'Aversa come i difensori Ebosse e Ismajli ma soprattutto due giovani in particolare possono essere grati al tecnico abruzzese: vale a dire Ilkhan e Gineitis. L'ex allenatore dell'Empoli lascia infatti in eredità al Toro un regista completo e futuribile come il classe 2004 turco che è un elemento assolutamente ritrovato - rispetto alla gestione Baroni - e su cui provare a costruire, ma anche la mezzala lituana è migliorata tanto con D'Aversa e si è potuta cimentare sia nel solito compito di centrocampista di inserimento che in quello di playmaker davanti alla difesa. Il rapporto tra il Torino e l'allenatore che l'ha condotto alla salvezza si è quindi interrotto e non ci sarà il rinnovo di un contratto durato meno di 5 mesi, ma tutto l'ambiente granata può essere grato a Roberto D'Aversa, al suo staff e alle loro notevoli qualità umane e tecniche.© RIPRODUZIONE RISERVATA
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