Le prime sensazioni a caldo dell'esordio del Torino di Ignazio Abate nel match di Coppa Italia contro la Carrarese di Gabriele Cioffi

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Il commento della gara tra Torino e Carrarese (VIDEO)

Un gol di Simeone, è quanto basta al nuovo Torino di Ignazio Abate per avere la meglio sulla coraggiosa Carrarese di Gabriele Cioffi. Lo stesso risultato maturato l'anno scorso nell'esordio dei granata con il Modena grazie alla rete di Nikola Vlasic. Lì però la squadra era sembrata un oggetto misterioso, a cui era servito un cambio di modulo nell'intervallo per sbloccare un match che stava diventando davvero complicato. Ieri sera invece non c'è stato bisogno di grandi cambi in corso d'opera, il Torino di Abate è sceso in campo in un modo ed è uscito con il medesimo modulo. C'è tanto su cui lavorare, ma sicuramente ci sono degli aspetti positivi e si intravedono perfettamente determinate dinamiche tattiche su cui il tecnico aveva martellato nel ritiro di Pinzolo.

Torino FC v US Carrarese - Coppa Italia

Fitz-Jim, subito padrone del campo

Aveva lasciato delle ottime impressioni nelle prime uscite agostane, le conferma anche durante l'esordio contro la Carrarese. Il neo arrivato vince il ballottaggio con il canterano Luongo e si prende immediatamente le chiavi del centrocampo. L'olandese detta i tempi di gioco nel centrocampo a due del Torino, portando grande qualità e soprattutto tanta quantità. Molto cercato dai compagni di squadra, non esita a livello di personalità. Non a caso lo si vede proiettato in avanti con alcuni strappi palla al piede che rompono di fatto il centrocampo dei toscani. Impressionante il dato relativo ai passaggi: 105/109 completati, corrispondente al 96% e non è da meno la percentuale nella metà campo avversaria, 96%. Ottimo anche l'apporto difensivo, con 7 palle recuperate, due intercetti molti contrasti vinti. Apporto molto positivo, la coppia con Gineitis, al netto delle voci di mercato, può funzionare.

Esterni subito vivi, mantra di Abate

Altro aspetto degno di nota di questo esordio stagionale del nuovo Torino di Ignazio Abate è l'apporto degli esterni. A destra è toccato a Pedersen, che al momento resta l'unico titolare in quella zona del campo. A sinistra ecco Cacciamani. Nel primo tempo a prendersi la scena però è il collega norvegese. Inizia subito la stagione con un delizioso cross per Simeone, che prima centra il palo e poi ribadisce sulla ribattuta. Per tutto il primo tempo viene cercato con costanza, con il Torino che predilige quella fascia per attaccare. Pedersen non si scompone e si propone con discreta costanza. Nella ripresa è l'italiano a mettersi meglio in mostra con delle buone giocate individuali, favorite anche da una maggiore frequenza nel trovare la situazione dell'uno contro uno, più affine per le caratteristiche del giocatore. In ogni caso ecco che si intravede subito una caratteristica principale del gioco di Abate, ovvero il gioco sulle fasce: uno più propositivo, l'altro di contenimento. La sostanza però non cambia, gli esterni hanno lasciato buone sensazioni.

Serve qualche intervento sul mercato

"Per quanto riguarda i rinforzi, abbiamo bisogno di aumentare il livello di competitività interna, abbiamo bisogno di aumentare il livello del tasso tecnico. Abbiamo alcuni limiti strutturali e quindi mi aspetto tanto in queste due settimane". Queste sono state alcune dichiarazioni di Ignazio Abate nella conferenza stampa post gara del tecnico granata. Nulla di nuovo, in alcune zone del campo il Torino è sotto numero. Ma lungi dalla questione puramente numerica, è evidente che a questa squadra servi qualche innesto di natura tecnica. La sensazione è che in alcune fasi della gara ai granata sia mancata quella componente qualitativa per poter gestire meglio la sfera, specialmente sulla trequarti dove è mancata un po' di imprevedibilità. Aspetto da non sottovalutare, alla fine del mercato mancano due settimane e all'inizio della Serie A solo pochi giorni. Qualche intervento per arricchire la rosa a livello tecnico va fatto, anche per una questione di ricambio e di competitività. D'altronde, non ha mai fatto male un po' di "gara interna" per migliorare le prestazioni.

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