Due intoccabili, una promessa e mister nove gol: come si compone il centrocampo dell'Italia?

Copertina video sulla situazione esterni in casa Torino

La situazione esterni in casa Torino (VIDEO)

Una sconfitta ci ha fatto tornare indietro di qualche mese, a quella disperazione dopo la terza assenza consecutiva da un Mondiale. Una vittoria sonora non ci ha fatti tornare a quell'inconsapevole, per un secondo, Donnarumma di cinque anni fa. Ma ci ha quantomeno ricordato che si può vedere un certo tipo di gioco anche in Nazionale. E la cosa, soprattutto, che fa ben sperare, è che sembra che Mancini voglia seguire, almeno un pochino, qualcuno degli insegnamenti lasciati in quel piccolissimo frangente da Baldini. E allora ecco l'esordio di Kayode, quello di Romano e lo spazio lasciato a Doumbia. Senza, però, rinunciare a degli intoccabili. Un dualismo che si vede molto presente soprattutto nel centrocampo dell'Italia.

Türkiye v Italy - UEFA Nations League 2026/27 Group A1 MD2

Italia, che centrocampo per Mancini?

Nel 4-3-3 strutturato da Roberto Mancini, sembra che ci sia posto per tutti a centrocampo. Non nel senso che tutti debbano giocare - altrimenti non saremmo qui a domandarci perché Mandragora non scende in campo - ma nel senso che deve essere ampia la varietà di caratteristiche nei tre giocatori del settore centrale. Al centro un elemento con compiti di regia, contenimento e supporto parziale alla fase offensiva. Ai suoi fianchi, due elementi differenti tra loro: un primo, incaricato di smistare palloni, fare da interdizione, creare sostanza ed essere motore di opportunità per l'intero gioco azzurro; un secondo più di supporto alla fase offensiva, in molte occasioni una mezz'ala di inserimento.

Le gerarchie nel centrocampo azzurro

La parte divertente è che un giocatore come Sandro Tonali sembra in grado di interpretare qualsiasi di queste richieste. Non a caso, è tra gli intoccabili. Lo è anche Barella, rimasto a Coverciano, però, nella trasferta turca a recuperare un affaticamento. E allora ecco che, nel ruolo di elemento di smistamento, si sono aperte le possibilità contro la Turchia: spazio a Nicolò Fagioli, che ne ha preso il posto. Con Tonali scalato a regista, a differenza della gara contro il Belgio in cui quel ruolo è stato ricoperto dal giovanissimo Romano, ha avuto spazio anche Frattesi, che con i suoi nove gol in maglia azzurra è la perfetta rappresentazione della mezz'ala di inserimento, in grado di essere sempre nel posto giusto al momento giusto in fase di rifinitura. E Mandragora?

Perché Mancini non dà spazio a Mandragora?

Il centrocampista granata è un giocatore particolare da inserire: troppo offensivo per essere un regista, troppo difensivo per essere un incursore. Rolando Mandragora è un "tuttocampista". "Perfetto", direte voi. Se non fosse che quel ruolo è occupato da Sandro Tonali. E il centrocampista del Tottenham è davvero un elemento irrinunciabile. Ecco spiegato perché Roberto Mancini non può concedere molto spazio a Mandragora. Con quattro partite nell'arco di dieci giorni, però, tutti avranno bisogno di rifiatare. E soprattutto, Mancini ha già dimostrato in due partite di non avere paura di spostare i giocatori e di renderli responsabili di compiti anche diversi da quelli ai quali sono più avvezzi. L'impressione è che, alla fine, anche Rolando Mandragora potrà avere il suo secondo esordio in maglia azzurra. In fondo, attende solo dal 1° luglio 2018...

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