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Juric batte un Toro scoraggiante: Vanoli prova a cambiare, la svolta non arriva

Juric batte un Toro scoraggiante: Vanoli prova a cambiare, la svolta non arriva - immagine 1
Il grande ex di serata si impone. La sua Roma non brilla, ma sfrutta il regalo del Torino. Per i granata prestazione ampiamente sottotono
Andrea Calderoni
Andrea Calderoni Caporedattore centrale 

Probabilmente a Roma contro i giallorossi del grande ex Ivan Juric si è vista la peggiore versione del Torino di Paolo Vanoli da luglio a oggi. Personalità è la parola chiave: sia il tecnico sia Vojvoda hanno detto che è mancata nell'arco della sfida dell'Olimpico. L'approccio alla gara è stato preoccupantemente rinunciatario e n'è venuto fuori un primo tempo inguardabile, al netto del gol regalato a Paulo Dybala. Contro una Roma in subbuglio il Torino si è smarrito e la prestazione è stata scoraggiante sotto tutti i punti di vista. Forse, l'unica nota lieta è essere rimasti in partita fino all'ultimo senza incassare il raddoppio giallorosso. Tuttavia, il Torino di ieri sera, giovedì 31 ottobre, non ha mai dato l'idea di poter raddrizzare la sfida. La sconfitta è stata più che meritata, sebbene nemmeno la Roma abbia fatto qualcosa di fuori dal comune.

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La mancanza di personalità: Torino passivo durante tutta la gara

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"Bisogna ritrovare la personalità di giocare a calcio. Non si può aver paura di fare due passaggi. Se poi ci aggiungiamo che regaliamo un gol fatto da noi, diventa tutto più complicato. Dobbiamo ritrovare la voglia di attaccare"ha analizzato al triplice fischio il tecnico granata. Il Torino è apparso sempre passivo nella risalita del campo e per la seconda volta di fila ha cestinato il primo tempo (già contro il Como le cose non erano andate bene). E il discorso esula dagli interpreti e sfocia certamente nel collettivo. Va detto che il Torino ha perso a Roma per un gol letteralmente regalato agli avversari (un condensato di errori individuali, da Linetty a Masina sulla linea), però le dinamiche negative hanno riguardato tutta la squadra. C'è da aggiungere che Vanoli ha cercato di scuotere i suoi nel corso dell'intervallo, le ha provate un po' tutte ed è apparso (probabilmente per la prima volta da quando è allenatore dei granata) un po' disorientato tanto da cambiare più volte idea sul da farsi. Del resto, come egli stesso ha dichiarato al termine della sfida non si attendeva una simile prestazione dei suoi dopo la vittoria sofferta con il Como, una vittoria che doveva restituire serenità.

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Le mosse di Vanoli a partita in corso: passa anche al 3-4-3

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Ha cambiato le carte in tavola Vanoli, eccome se l'ha fatto nella ripresa. Durante l'intervallo ha inserito Njie per Gineitis. Poi, è passato al 3-4-3 inserendo Perdersen per Maripan e Vlasic per Sanabria ma poco è cambiato. Infine, ha messo anche Karamoh come mossa della disperazione. Più volte nell'arco della partita ha cambiato idea su come giocarsi le sostituzioni, segno che una vera strategia risolutrice non l'avesse in testa, anche perché poi in campo vanno sempre e soltanto i giocatori. Per l'undici iniziale Vanoli ha accantonato idee alternative per le corsie esterne affidandosi a Vojvoda e Lazaro: certo è che per come era iniziata l'annata anche il kosovaro a tutta fascia a destra non è una priorità. Insomma, quella che nella scorsa stagione era un'arma del Torino di Juric, oggi rappresenta un problema perché nessuno è ancora riuscito a emergere e i cambiamenti da quella parte sono ripetuti. Sul grande ex Juric poco da dire. Non aveva un compito facile dopo Firenze e dopo una settimana di ligiti e discussioni. La sua Roma è apparsa quanto meno quadrata e il successo con il Torino può essere un punto di partenza per riprendere il cammino.

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