Nel giorno di San Lorenzo, un viaggio tra le meteore, le stelle (s)cadenti e i flop che hanno attraversato il cielo granata senza lasciare traccia
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Il 10 agosto è, per tradizione, la notte di San Lorenzo: occhi al cielo, naso all’insù e un desiderio pronto per ogni scia luminosa che solca l'atmosfera. Per i tifosi del Torino, tuttavia, il concetto di "stella cadente" evoca ricordi decisamente meno poetici e molto più grotteschi. Negli anni, sotto la Mole, di meteore ne sono passate parecchie: corpi estranei che hanno attraversato l'universo granata lasciando dietro di sé soltanto perplessità, qualche rimpianto e parecchie risate a posteriori.
Torino, da Coco a Carlao: le stelle (S)cadenti in granata
Puntare il cannocchiale sul passato regala avvistamenti astronomici indimenticabili. Correva il gennaio 2007 quando sotto la Mole sbarcò Francesco Coco: arrivato tra i riflettori del gossip e un mare di grandi aspettative, il terzino rimase stritolato da continui guai fisici, chiudendo l'esperienza senza lasciare il minimo segno. Un decennio dopo, a gennaio 2017, la sorte portò a Torino una doppia cometa decisamente opaca. La prima fu Juan Manuel Iturbe, l'esterno ex Roma e Verona giunto in prestito con grandi speranze, senza però mai ritrovare le giocate dei giorni migliori. La seconda fu Carlão, difensore brasiliano approdato quasi in contemporanea: autore di prestazioni talmente negative e da brivido da sparire rapidamente dai radar granata.
Da Barreto a Larsson
La volta celeste del Toro è costellata di attacchi finiti in orbita. Come dimenticare Paulo Barreto, pupillo di Ventura ai tempi di Bari, a Torino è stato costantemente frenato da infortuni che ne spensero il talento. Destino molto simile per Marcelo Larrondo: l'avventura in granata fu un lungo e malinconico calvario di fragilità fisica per l'attaccante argentino. Senza tralasciare l'illusione genetica legata a Jordan Larsson, il "figlio d'arte" (del celebre Henrik) arrivato tra la curiosità generale, rivelatosi però poco più di un abbaglio passeggero. Stasera, mentre scruterete il firmamento in cerca di meraviglia e fortuna, se vedete una traccia luminosa sparire all'orizzonte non vi spaventate: potrebbe non essere una cometa, ma solo il ricordo di un pallone finito direttamente in curva. Chiudete gli occhi ed esprimete un desiderio: che la prossima sessione di mercato regali un colpo da 90, e non l'ennesima meteora da dimenticare.
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