Il 2 ottobre gli avvocati Rendina e Marengo depositeranno un esposto di venti pagine: nel mirino concessione, canone, manutenzione, viabilità e manto erboso
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La gestione dello Stadio Grande Torino finisce sotto la lente della Procura della Corte dei Conti. Un esposto di venti pagine sarà depositato il prossimo 2 ottobre dagli avvocati Rendina e Marengo con l’obiettivo dichiarato di chiedere verifiche sulla gestione dell’impianto nel periodo compreso tra il 2015 e oggi, arco temporale nel quale il Torino ha utilizzato lo stadio comunale.
I temi dell'esposto
Nel documento si chiede di accertare se amministratori e dirigenti abbiano disposto e mantenuto l’utilizzo dell’impianto oltre la scadenza della concessione originaria, senza un nuovo titolo formale. Sotto esame anche il canone corrisposto e l’eventuale mancato ricorso a una procedura comparativa a evidenza pubblica per il futuro affidamento. Secondo quanto riportato da Tuttosport, tra gli elementi indicati figurano i canoni di mercato di impianti analoghi, i corrispettivi precedentemente percepiti e il danno alla concorrenza legato all’assenza di una procedura pubblica. Sarà la magistratura contabile a stabilire se da questi aspetti possano emergere responsabilità amministrativo-contabili o un eventuale danno erariale.
L’esposto prende in esame anche le risorse della Pubblica Amministrazione utilizzate negli anni per la manutenzione ordinaria e straordinaria dello stadio, oltre al servizio di viabilità garantito dalla Polizia Municipale durante le partite, con particolare attenzione ai termini e alle modalità del rimborso alla Città delle spese sostenute. Un altro capitolo riguarda il manto erboso e l’accordo tra la Città di Torino e il Torino FC che, secondo quanto riferito alla stampa dall’assessore Carretta, dal 2023 prevede rapporti contrattuali direttamente con l’organizzatore dell’evento in relazione alle somme destinate al rifacimento del terreno di gioco. Anche questo aspetto rientra tra quelli sottoposti all’attenzione della Procura.
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