Si sta come d'estate, lo stadio ancora fermo: la Serie A va avanti, ma per il Toro la situazione è ben diversa

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Settembre doveva essere il mese delle novità sul fronte stadio, ma per il Torino il quadro resta quello delineato a inizio estate. Dopo le aspettative maturate nei mesi scorsi, infatti, non si è ancora arrivati alla svolta attesa sul futuro dello Stadio Olimpico Grande Torino. La questione resta legata alla definizione di un progetto che possa dare una prospettiva di lungo periodo all’impianto e di inserirlo nel più ampio disegno di valorizzazione dell’area.

Intanto, la Serie A si muove...

Il calendario di EURO 2032 rende però il tema sempre più attuale. La Figc ha ricevuto entro il 31 luglio la documentazione di 13 città e 16 stadi e dovrà arrivare alla selezione degli impianti da sottoporre alla Uefa entro il primo ottobre. Tra le città in corsa c’è Cagliari, che sta compiendo un altro passo importante: il progetto del nuovo Gigi Riva ha superato l’ultima verifica tecnica e il Comune si prepara a pubblicare il bando internazionale, con 90 giorni per le candidature.
urbano cairo

Il cronoprogramma prevede l’avvio dei lavori nel marzo 2027 e il completamento nei primi mesi del 2030. Un impianto da oltre 30mila posti, inserito nella riqualificazione del quartiere di Sant’Elia, al cui interno sono previste stanze di hotel, oltre che un museo, spazi commerciali, un centro benessere, sale congressi e aree per eventi. Investimento complessivo di circa 218 milioni di euro.

Nel frattempo, anche Bologna si è mosso: la situazione per il progetto del nuovo stadio è alle battute finali con la società del Bologna e BolognaFiere chiamate a definire gli ultimi dettagli entro il 30 settembre. BolognaFiere ha già garantito 200 milioni di euro per la realizzazione dell’impianto, mentre il lavoro si concentra sul coinvolgimento di altri partner per completare il piano finanziario e consentire alla candidatura di accedere anche al contributo governativo previsto per gli stadi di EURO 2032.

Torino, la palla ce l'ha il club

In questo scenario il Torino deve ancora compiere il passo annunciato mesi fa. A fine aprile il club aveva formalizzato una manifestazione di interesse preliminare alla città, finalizzata alla successiva presentazione di una proposta di partenariato pubblico-privato per lo sviluppo strategico dell’Olimpico Grande Torino e del Robaldo. Da allora, però, non è arrivata la proposta completa attesa dal Comune che si attendeva qualche preliminare risposta nel corso di questo mese di settembre. La palla resta quindi tra i piedi del Torino: sarà il club a dover mettere sul tavolo il progetto e fornire così alla città gli elementi necessari per entrare nella fase successiva dell’iter. L’autunno è appena iniziato, ma il nodo resta esattamente quello di inizio estate.

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