Una stagione difficile per Njie, utilizzato poco a causa del modulo. L'intraprendenza e la voglia però ci sono, così come i mezzi tecnici
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Alzi la mano chi pensava di vedere Njie più impiegato in questa stagione. Esatto, molti pensavano che lo svedese potesse trovare molto più spazio rispetto alla passata stagione, dove comunque era sceso in campo prima di essere fermato da un fastidio infortunio. L'arrivo di Baroni, il 4-2-3-1 e poi il 4-3-3 facevano presagire ad un impiego molto più ampio. Cosa che però non è avvenuta completamente, complice anche un modulo che l'ha penalizzato. Le occasioni sul rettangolo verde di gioco comunque ci sono state e hanno lasciato delle indicazioni positive per il futuro.
Utilizzato a singhiozzo
L'avvio di stagione è stato un po' complicato, dato che l'esterno stava ancora rientrando a pieno regime dallo stop della stagione precedente. La prima presenza effettivamente è arrivata soltanto nella trasferta di Parma, dove è subentrato solo nei minuti finali. Prima c'erano state solo panchine e anche dopo quella fugace apparizione contro i ducali lo svedese ha dovuto attendere la debacle casalinga col Como per riassaggiare il campo. Poi di nuovo fuori dalle scelte di Baroni fino alla sfida contro il Verona al Bentegodi. Nel giro di cinque minuti confeziona l'assist per Casadei e sigla anche una bella rete. Contro l'Udinese stenta nel ruolo di seconda punta, poi torna ancora fuori dagli schemi fino alla disfatta di Genova, dove viene riproposto come seconda punta. L'arrivo di D'Aversa lo ridimensiona nuovamente alla panchina. Poi il finale di stagione.
Un giocatore comunque intraprendente
La salvezza ottenuta con largo anticipo ha forse spinto D'Aversa a proporlo con maggiore frequenza, sebbene sempre nel ruolo di seconda punta. L'intraprendenza non gli manca, così come la voglia di mettersi in mostra: i suoi ingressi in campo hanno sempre garantito un ottimo apporto a livello tecnico. In una squadra che, Vlasic a parte, fatica a trovare lo spunto individuale, la freschezza dello svedese ha rappresentato una vera e propria ventata d'aria fresca. Contro l'Inter costringe Sommer al grande spunto, bene anche con il Sassuolo da titolare, dove avrebbe meritato anche la rete. Resta un'incognita: avrebbe potuto dare di più, ma il modulo ha penalizzato il giocatore: 15 presenze, 1 gol, 1 assist e 289 minuti raccolti sono emblematici.
Njie chiude la stagione con un 6: fiducia nelle qualità del giocatore
La valutazione della redazione di Toro News è un 6: una sufficienza orientata al futuro. Come detto, il 3-5-2 lo ha un po' penalizzato nelle scelte dei tecnici. Nel ruolo di seconda punta i risultati non sono sempre stati entusiasmanti. Njie, tuttavia, ha dimostrato intraprendenza e voglia di mettersi in mostra, cercando con costanza la giocata e creando situazioni interessanti. Avrebbe meritato qualche chance in più? Sì. La fiducia nei mezzi tecnici però c'è.
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