Dal grande investimento alle occasioni mancate: il serbo saluta senza aver mai ripagato le aspettative

Nel mondo l'imperfezione regna sovrana e anche il calcio segue questa linea. Colpi da 100 che si rivelano flop, progetti che diventano dei veri e propri buchi nell'acqua. Ci sono le variabili, ma il risultato alla fine è quello: delusione totale. L'esperienza di Ivan Ilic con la maglia del Torino segue esattamente questo tipo di storia. Un grande colpo sulla carta, ma stringendo ai fatti può essere considerato come uno dei più grandi flop dell'era Cairo e si sicuramente il più grande del triennio Juric.

Un arrivo in pompa magna, il secondo acquisto più costoso della storia granata

Ivan Ilic approda al Torino nell'inverno della stagione 22/23. Il Verona incassa 16 milioni, che lo rendono il secondo acquisto più importante della storia del Torino, dietro solo a Simone Verdi (22 milioni, dati Transfermarket). Un colpo approvato anche da Ivan Juric, che vedeva nell'ex Manchester City il colpo giusto per il salto di qualità del suo Torino. Di fronte ad una cifra così significativa le aspettative erano anche altissime. Ilic esordisce da titolare nel match contro la Cremonese e l'inizio è promettente. Si procura il rigore da cui nasce il gol di Sanabria, ma fa meglio nel derby della Mole della settimana dopo firmando un grande passaggio per Sanabria. Le qualità ci sono, il piede anche. La seconda parte di stagione con i granata è di ottimo livello, perché alla fine mette a segno 2 gol e 2 assist. Un buon biglietto da visita per il giocatore, in attesa della stagione successiva.
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Un'annata totalmente sottotono. Non va meglio la 24/25

La stagione 23/24 è quindi quella dell'esplosione. O almeno, doveva essere così. Il serbo visto in campo alterna buone partite ad altre costantemente sottotono, praticamente da eclissato in campo. Non mancano le prestazioni buone, ma troppo poco. Chiude con 3 gol e 2 assist: numeri che, se paragonati all'importante esborso economico fatto, non giustificano quel tipo di spesa. La cosa preoccupante è l'atteggiamento mostrato a tratti: svogliato.

Il cambio di panchina con Vanoli sembra dare una nuova linfa al serbo. Il tecnico gli dà tanta fiducia e inizialmente l'Ilic visto in campo sembra dare delle risposte importanti. Il granata sembra sbloccarsi mentalmente nel match contro l'Atalanta, vinto 2-1 all'Olimpico. Un delizioso cucchiaio a battere Carnesecchi: un avvio in pompa magna, a cui manca però la costanza. Tra scelte tecniche, infortuni e quella evidente svogliatezza anche quella stagione finisce senza acuti. Anche la Serie A 25/26 è un totale fallimento. Baroni ci crede, cosa che non fa D'Aversa. E alla fine le presenze sono ben poche.

Investimento non ripagato: il più grande fallimento

Cosa dire di questa esperienza di Ivan Ilic sotto la Mole? Poco di buono e quella sensazione del "poteva essere ma non è stato". Il serbo ha sempre avuto grandi qualità tecniche, ma questo non basta. Serve la costanza, la testa e la giusta mentalità. Cose che Ivan Ilic non ha mai dimostrato con la casacca granata. Era arrivato per dare una sterzata qualitativa al centrocampo e per armare i giocatori offensivi, lascia con l'amaro in bocca. Quei sedici milioni non sono stati ripagati appieno. Quando le aspettative non trovano un riscontro vero è giusto domandarsi sull'effettiva efficacia del suo acquisto. Non ha inciso e non ha brillato, nonostante abbia avuto due allenatori come Juric e Vanoli convinti delle sue capacità. Ma alla fine la verità è una: delusione, una tra le più grandi dell'era Cairo (Simone Verdi non si può dimenticare).

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