Qual è la chiave di Torino-Monza?

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La partita con il Monza arriva nel momento più delicato possibile. Due sconfitte nelle prime due giornate di campionato hanno lasciato il Torino di Abate ancora a zero punti e inevitabilmente qualche scoria nella testa dei giocatori. Ed è proprio la testa, probabilmente, la vera chiave dei sedicesimi di Coppa Italia. Una partita secca può diventare l'occasione ideale per cambiare immediatamente direzione, ritrovare fiducia e dare un senso diverso a un avvio di stagione complicato. Ma può anche trasformarsi nell'ennesima occasione persa, soprattutto se il Toro dovesse scendere in campo condizionato dai risultati e dalla paura di sbagliare. Il Monza, tra l'altro, arriva con lo stesso problema: anche la squadra di Juric è ancora ferma a zero punti in campionato.

Torino FC v US Carrarese - Coppa Italia

L'occasione per dare minutaggio

Per questo sarà importante capire quale atteggiamento mostrerà il Torino fin dai primi minuti. Abate dovrà chiedere alla squadra di ritrovare quelle caratteristiche che vuole vedere nel suo modulo, che però resta un'incognita: Abate confermerà il 3-5-2 di Sassuolo o tornerà al 3-4-2-1? In ogni caso a livello tattico servirà coraggio nel palleggio, precisione tecnica e capacità di muoversi con e senza palla senza farsi schiacciare dalla pressione tipica delle squadre dell'ex Juric. In particolare, la mediana sarà un osservatorio interessante. Le indicazioni emerse già in occasione della prima gara di Coppa contro la Carrarese raccontavano di una ricerca precisa da parte del tecnico: non soltanto fisicità, ma qualità e pulizia nel palleggio. A livello di scelte, Abate potrebbe optare per qualche cambio, soprattutto per lanciare qualche giocatore come Luongo o dare minutaggio ad altri per recuperare la miglior forma, come capitan Zapata.

Ed è proprio qui che la Coppa può assumere anche un altro significato: permettere ad Abate di allargare le rotazioni senza perdere competitività. Luongo, classe 2008, è stata una delle sorprese più interessanti dell'estate granata e ha già convinto il tecnico al punto da trovare spazio con continuità durante il precampionato. La gara con il Monza può quindi diventare un'altra tappa del suo percorso, ma anche un'occasione per capire quanto il giovane centrocampista possa reggere una partita ufficiale con maggiore responsabilità, in attesa che il tecnico abbia il coraggio di schierarlo anche in Serie A. Non sarebbe semplice turnover: sarebbe anche un modo per dare energie nuove a una squadra che ha bisogno di entusiasmo.

Vincere per trovare sensazioni positive

Alla fine, però, tutto torna al punto di partenza: la testa. Il Torino ha davanti una gara che vale gli ottavi e che mette in palio anche una sfida con il Milan. Vincere significherebbe interrompere subito il filo negativo delle prime due giornate e presentarsi al match contro la Fiorentina di sabato con una sensazione completamente diversa. Perdere, invece, rischierebbe di amplificare dubbi e malumori, che saranno già alimentati dal mercato in chiusura alle 20 di stasera. È per questo che più ancora di modulo, interpreti e rotazioni, contro il Monza conterà la capacità del Toro di giocare senza farsi condizionare da ciò che è successo finora. La Coppa arriva presto, ma forse proprio per questo può essere l'occasione migliore per ripartire.

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