Nostra intervista a Roberto Salerno

Il mondo della palla rotonda e soprattutto quello tinto di granata raccoglie, nel capoluogo piemontese, anche un’altra realtà calcistica che negli ultimi anni si sta affermando sempre più: il Torino femminile.

La Prima squadra, quest’anno guidata dall’ex ragazzo del Fila Stefano Serami, sta veleggiando da molte stagioni ormai ai vertici del campionato di serie A e, dopo un breve periodo di appannamento nelle ultime stagioni, quest’anno sta veleggiando nelle zone alte della classifica: attualmente è stabile al quarto posto, ma la seconda piazza dista appena due lunghezze di distanza e le ragazze di Serami hanno già puntato l’obiettivo.

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Alla guida della società, invece, si è insediato da più di tre anni Roberto Salerno - con un passato da calciatore di Alessandria, Ivrea e Bolzano - che ha riorganizzato l’intero organigramma e dato via ad un progetto basato sulla “valorizzazione delle giovani calciatrici ed l’allargamento delle praticanti. Dal luglio del 2007 ad oggi abbiamo lavorato molto su questo aspetto istituendo una scuola calcio e ricercando sempre istruttori e allenatori validi e specializzati”.

Cosa vuol dire “fare calcio femminile” nel mondo del pallone, troppo spesso maschilista e ricolmo di pregiudizi?Vuol sicuramente dire tanto impegno e sacrificio, ma soprattutto molta passione. C’è una qualità tecnica che sta crescendo sempre di più, con valori che chiaramente non arrivano ancora al mondo maschile per un’innegabile differenza di prestazioni atletiche, tuttavia se difficilmente i loro valori di potenza e forza possono essere raggiungibili dalle calciatrici dal punto di vista tecnico la qualità sta migliorando enormemente. Il calcio femminile però è una disciplina che non ha ancora raggiunto il culmine del proprio sviluppo e quindi la sua diffusione non è ancora piena e capillare come avviene per altri sport; per questo motivo, inoltre, ‘fare calcio femminile’ significa anche utilizzare risorse infinite”.

Non c’è professionismo?No. Il calcio femminile, a qualunque livello, è solo dilettantismo: a differenza di quello maschile, quindi, non abbiamo introiti per i diritti televisivi e non c’è possibilità di comprare o vendere i contratti delle giocatrici”.

Quale clima vi riserva l’ambiente torinese, il pubblico e le istituzioni?Per il momento sia nel mondo dello sport sia nel contesto cittadino noi rimaniamo la novità: abbiamo bisogno di essere scoperti e farci scoprire per essere apprezzati. L’affezione del pubblico con calma sta arrivando: pur essendo una realtà che esiste ormai da 30 anni per la gente siamo ancora una novità e sarebbe bello riuscire ad avvicinare sempre più persone a vedere le partite del Torino per mostrare che anche il calcio femminile è uno sport bello e appassionante e che la partite possono regalare qualità e gesti tecnici e che possono essere molto divertenti e avvincenti da vedere. Tra le istituzioni invece l’unica che ci sta seguendo ormai da tempo, aiutandoci con grandi sforzi, è la Regione Piemonte, mentre né il Comune né la Provincia ci hanno ancora supportato in alcun modo”.

Parlando della squadra: serie A e grandi obiettivi?Attualmente siamo quarti in classifica, ma se non fossimo sciovolati a Brescia contro il Mozzanica neo promosso saremmo addirittura terzi. Le prospettive e le potenzialità sono enormi: abbiamo una squadra molto giovane che sta raggiungendo la propria maturazione sportiva ed i risultati lo dimostrano. Quest’anno poi abbiamo la possibilità di compiere un vero e proprio miracolo: la zona Champion’s League – nel calcio femminile riguarda solo le prime due classificate, ndr - è alla nostra portata e qualificarsi sarebbe una soddisfazione enorme: in rosa abbiamo 7-8 nazionali tra selezioni under 17 e 19 e nazionale maggiore. Stiamo giocando un ottimo calcio e grazie all’allenatore Stefano Serami stiamo facendo il decisivo salto di qualità”.

Quale sarà la prossima occasione per vedere la squadra in campo?Questo fine settimana giocheremo in casa contro il Venezia, una delle dirette concorrenti nelle zone alte della classifica: sarà un partita molto importante in cui dovremo vincere a tutti i costi ed il crescente sostegno del pubblico non potrà che giovarci. L’appuntamento è quindi per sabato 4 dicembre alle ore 14.30 allo stadio ‘Don Mosso’ di via San Marchese 25 a Venaria, ingresso unico: 5 euro”.

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