Abate deve ancora valutare il numero 10 e se un buon Mondiale di Vlasic portasse offerte onerose la permanenza del croato sarebbe da valutare
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Domani, 17 giugno 2026, la Croazia di Nikola Vlasic disputerà la sua prima gara di questi Mondiali in Canada, Stati Uniti e Messico. Il team biancorosso è reduce dal terzo posto in Qatar nel 2022 e dalla finale persa contro la Francia a Russia 2018. Una nazione che dunque ha visto crescere il proprio tasso tecnico negli ultimi anni e che è intenzionata a puntare in alto anche in questa edizione. Alle ore 22:00 lo stadio AT&T Stadium di Arlington, in Texas, sarà la sede della partita di cartello del gruppo L contro l'Inghilterra. Il numero 10 granata è sfavorito e non dovrebbe partire dal 1' nell'11 croato che sfiderà gli uomini di Tuchel. Sulla trequarti biancorossa infatti dovrebbero figurare Perisic, Kramaric e uno tra Pasalic e Sucic.
Nikola Vlasic, si sa, non è un titolarissimo della squadra allenata da Zlatko Dalic, ma sicuramente riveste il ruolo di pedina importante per lo scacchiere biancorosso e avrà probabilmente le sue chance a gara in corso. Nella Croazia sono molti i pretendenti per la fase offensiva e, a differenza di quanto succede a Torino, dove Vlasic è il faro e la guida dell'organico granata, in ambito nazionale il classe '97 deve sgomitare per guadagnarsi una maglia. Il centrocampista del Toro è cosciente della grande opportunità che rappresenta il mondiale e viene da un'ottima annata all'ombra della Mole. Quindi il suo obiettivo risiede nel poter dare il proprio apporto alla causa croata, a prescindere dal numero di minuti che il ct gli concederà in campo.
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Il Torino osserva e valuta il futuro del suo leader tecnico
I 9 gol e 5 assist messi a referto durante la stagione appena conclusasi non hanno fatto altro che rafforzare la posizione di Nikola Vlasic, sempre più perno e conditio sine qua non della trequarti di matrice granata. Il Toro è sempre stato convinto e conscio delle potenzialità del croato, che però quest'anno ha tirato fuori il meglio del proprio repertorio, trascinando la squadra in un'annata comunque complicata. Oltre agli occhi dei tifosi di tutto il mondo, sui match della Croazia ci saranno anche gli occhi di Petrachi e Cairo. Se il proposito è mettere in atto un mercato sostanzioso e in grande stile per mettere Abate nella miglior condizione di operare, un buon numero di acquisti porta in dote solitamente la rinuncia ad uno o più pezzi da 90 del team. E qui si torna al discorso Mondiale. Una competizione di tale portata se disputata ad un buon livello può essere la vetrina scintillante che può portare a un aumento del valore di un giocatore. Certo, l'intenzione del Torino al momento sembra quella di ripartire dal proprio faro offensivo, ma se Vlasic dovesse mettersi in luce in maniera particolare, si renderebbero necessarie alcune riflessioni.Vlasic sta bene al Toro: ma per i granata è un inamovibile?
In merito a ciò che lo attende nella spedizione mondiale il croato ha dichiarato: "Davanti a me c’è il secondo Mondiale, in qualche modo mi sento più tranquillo. Tutto questo mi è familiare, sono molto più sereno. Spero che possiamo ripetere quanto fatto in Qatar". E alle domande sul Toro il classe '97 ha risposto così: "Il Torino è un grande club, mi sento a casa. Con il Torino abbiamo degli obiettivi e mi sento onorato di indossare la fascia di capitano". Simbolo di un attaccamento verso il club granata, a maggior ragione dopo esserne diventato vicecapitano. Il trequartista porta, insieme a Pedersen e Adams, il simbolo del Toro al Mondiale. Ma rimangono due dubbi sul prosieguo del rapporto con la squadra torinese: un contratto dalla durata ancora di un anno e per il quale i discorsi sono rimasti fermi e un possibile aumento del valore del cartellino del calciatore e il conseguente sopraggiungere di offerte irrinunciabili, qualora il 10 del Torino si facesse notare sul palcoscenico internazionale. Ed ecco che allora la posizione di Vlasic nell'organico granata non sarebbe più così salda, spingendo il Toro a effettuare valutazioni. Senza dimenticare che Abate deve ancora incontrare il croato, che per ora è concentrato sull'offrire la miglior versione di sé anche alla sua nazionale, dopo averla già mostrata in quel di Torino.© RIPRODUZIONE RISERVATA