Le parole dello storico bomber granata

Oltre a Cairo, intervenuto in collegamento (QUI la prima e QUI la seconda parte delle sue parole), ha parlato al raduno dei Toro Club anche Paolo Pulici, il miglior marcatore della storia granata.

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"Una volta c'erano 30 partite, oggi 38, ma 8 sono partite di Serie B. I miei compagni una volta hanno deciso di vedere quanti gol riuscivano a farmi fare con il Novara, all'epoca in Serie B, in amichevole. Quei disgraziati riuscirono a farmene fare 14. Moltiplicateli per 8 partite: quanti gol farei oggi in Serie A?".

Quando gli viene chiesto di chiarire il celebre episodio dei tacchetti sulla bandiera della Juve: "E' successo che quando siamo usciti per la partita, io dovevo uscire per ultimo. Vedevo le squadre che si allargavano, perché c'era la bandiera della Juve per terra. Siccome sono un cittadino italiano corretto ho attraversato le strisce pedonali".

Poi, sull'ambiente del Fila: "C'era la gente che ti paragonava a Libonatti, a Mazzola. Essere paragonati a quelli là non è una cosa da tutti i giorni. Queste cose non te lo dicevano le mura, te lo dicevano le persone. Per questo, alla posa della prima pietra, ho detto: 'Speriamo facciano entrare le persone'. Nessuno di noi chiudeva la macchina, c'erano i tifosi a controllarle. Questa era la vecchia mentalità. Noi giocatori senza voi tifosi non siamo nessuno. Adesso si dimenticano queste cose. Oggi si parla di sponsor, ma lo sponsor, se non sono i tifosi che comprano il materiale, non danno i soldi".

Infine, Pulici parla anche dell'insegnare calcio ai giovani: "Se io ho un settore giovanile e ho degli istruttori ISEF, insegnano la teoria. Ma dei giocatori insegnano la pratica. E questo è più importante. Io dico sempre ai bambini: 'La mamma ci ha fatto due gambe, bisogna usarle tutte due. Non una per la pipì e l'altra per il pallone'. Il mio primo gol di sinistro a San Siro, il centesimo contro il Verona, l'ultimo con la maglia granata, tutti di sinistro. Per i tifosi il più bello è di sinistro di pallonetto da 40 metri. Senza questi insegnamenti, tutti quei gol non sarebbero arrivati. Oggi i ragazzini quasi li obbligo: dopo il 3-0 si gioca solo col piede ignorante".

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