Due società per il Franchi e soprattutto la gestione dei naming rights: così Comisso sceglie l'USA per la Fiorentina
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Quanto si parla di stadi in questo periodo. Soprattutto, in Italia, quanto si parla di stadi di proprietà. Lo si fa anche a Firenze, con la proposta di project financing consegnata dalle Fiorentina nelle mani del Comune di Firenze, che l'ha approvata. L'esempio di Commisso, in questo senso, va molto nella direzione americana. E lo fa in una maniera che può essere interessante per l'Italia tutta.
La doppia società: i problemi con il comune
Come riportato dall'edizione locale de La Repubblica, sono sorte alcune tensioni tra la società viola e il comune per una questione gestionale: nella proposta, saranno due società a gestire lo stadio Artemio Franchi. Una si occuperà della gestione commerciale, l'altra di quella sportiva. Seppure in America sia qualcosa di già ampiamente visto, in Italia questa formula ha creato delle tensioni. Questo perché l'ente regolatore, il comune di Firenze, che ha dato l'impianto in concessione alla Fiorentina, dovrà avere a che fare con entrambe le società. Nell'accordo, infatti, gli extraprofitti (cioè i guadagni che vanno oltre le previsioni del Pef, il piano economico finanziario, e che deriveranno principalmente dal tessuto terziario creato nei presso dell'impianto) sono da spartire a metà, con meccanismo di profit sharing. In questo contesto, però, il comune dovrà verificare i bilanci di entrambe le società per gestire al meglio i conti. E non si parla di "noccioline", considerando che secondo indiscrezioni di Calcio e Finanza la Fiorentina prevede di incassare una cifra annuale molto più alta rispetto ai 25 milioni di euro stimati.
I naming rights: il Franchi e la Fiorentina vanno in questa direzione
Un altro aspetto molto interessante riguarda i naming rights. In Italia forse, in alcuni casi, sembra un disonore non chiamare lo stadio in onore di qualcuno, o di qualcosa. A Napoli c'è il Maradona, a Torino il Grande Torino. C'è, però, un altro fattore da considerare: quello economico. Così a Bergamo c'è la New Balance Arena e a Reggio Emilia il Mapei Stadium. Nel Pef dell'accordo trovato tra Fiorentina e comune di Firenze questo è un aspetto tenuto in grande considerazione, e che potrebbe portare al club incassi di livello, volti a far fronte ai 47 milioni di spese previste per sky box, negozi e ristoranti. Insomma, nel piano della Fiorentina, c'è un grande futuro per il Franchi. Che ora attende di evolversi in direzione USA.© RIPRODUZIONE RISERVATA
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