L’attaccante del City giganteggia su Carletto, Vinicius e Neymar: continua il Mondiale di Pedersen
L'Hexa continua a essere un miraggio: non riesce nemmeno a Carlo Ancelotti. Anzi, "Carletto" riesce nell'impresa tutt'altro che lusinghiera di far uscire il Brasile agli ottavi, come non accadeva addirittura dalle Notti Magiche di Italia '90. A spezzare il cammino della Seleçao è il re Erling Braut Haaland, che domina incontrastato sulla nazionale più vincente della storia: prima giganteggia di testa su Gabriel, poi raddoppia con un rasoterra da fuori area che passa sotto le gambe di Danilo, rendendo impossibile l'intervento di Alisson.
Incontenibile, anche di fronte a Neymar, che quanto meno si accontenta di siglare il gol della bandiera con il rigore trasformato — cosa non riuscita a Bruno Guimaraes — che vale il suo ottantesimo gol con il Brasile, nella serata che però pone fine, forse una volta per tutte, alla possibilità di farsi profeta anche in patria.
La Norvegia e Pedersen osservano Messico-Inghilterra
E così, a festeggiare è quella Norvegia che, da ranocchio del calcio europeo, fa esultare i principi in tribuna e incorona un nuovo dio della mitologia vichinga: Haaland, sempre più capocannoniere del Mondiale, con sette reti al pari di Messi e Mbappé. Sarà lui a trascinare i suoi al prossimo appuntamento con i quarti di finale, dove li attende la vincente tra Messico e Inghilterra. Non sembrano esserci più limiti per il "cyborg", la macchina perfetta del Manchester City, che fa sorridere anche il compagno Marcus Pedersen, questa sera assente per un problema fisico. In attesa di un auspicato recupero, il Mondiale continua anche per lui che, a differenza di Adams e Vlasic, eliminati con Scozia e Croazia, è l'ultimo vessillo granata della competizione iridata.© RIPRODUZIONE RISERVATA