Il Nacional ha manifestato interesse per il portiere in uscita dai granata, ma il vicepresidente Flavio Perchman ha rivelato che dovrà sottoporsi a un intervento

A volte certe storie mostrano scherzi del destino fin dal nascere. Cattivi presagi con cui, prima o poi, si deve inevitabilmente fare i conti. Forse l'esordio di Franco Israel a La Turbie, nella seconda amichevole nel Principato di Monaco, qualcosa poteva raccontare e indicare. Già la prima uscita con la maglia da portiere granata non fu fortunata. Il battesimo durò appena 44 minuti: un colpo alla testa dopo uno scontro con Dembélé lo costrinse a lasciare il campo anzitempo. Lo sostituì Popa.

Se, come affermò più avanti, Torino era nel suo destino, forse quello stesso destino gli ha giocato uno scherzo per cui si potrebbe accettare anche di essere, per una volta, un po' permalosi. "Volevo la Serie A e il Toro è il club giusto per me", diceva, dopo qualche partita da titolare e con un orizzonte che sembrava prospettarsi sempre più favorevole. Invece, un altro infortunio gli è costato caro: la contusione alla costola che lo estromise da Torino-Genoa. In quella partita, Alberto Paleari si trasformò da chioccia protettiva a dimostrazione vivente del fatto che non è mai troppo tardi per togliersi delle soddisfazioni, proseguendo poi per l'intera stagione – esclusi i ritorni di fiamma dell'uruguaiano contro Lecce e Milan, due prestazioni tutt'altro che impeccabili – a indossare i guanti e i panni del titolare.

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Israel, le panchine e il treno Mondiale perso

Da lì, di Franco Israel nessuna traccia. Solo un anno fa il Torino era incerto sul futuro del suo predecessore Vanja Milinkovic-Savic, che poi si sarebbe accasato al Napoli. Il Toro investì allora 4,5 milioni di euro su Israel. Aveva bisogno di rilanciarsi dopo l'esperienza allo Sporting Lisbona, dove a un certo punto aveva perso la titolarità. Lo stesso meccanismo si è poi riattivato anche a Torino, ulteriore emblema di come le cose non siano andate per nulla nel verso giusto con Marco Baroni, che condusse il Toro a ridosso della zona retrocessione, per poi retrocede lui stesso, poche ore fa, a campionato concluso, facendo ritorno a Verona.

E così, per Israel, è iniziata una lunga attesa fino alla fine della stagione, senza alcun ripensamento nelle gerarchie, nemmeno con il cambio in panchina da Baroni a D'Aversa. Un'osservazione, dall'esterno, protrattasi fino a un'estate segnata dal Mondiale, perdendo però anche quel treno guidato da Marcelo Bielsa. Niente Mondiale, niente Uruguay, anche se nelle ultime ore si è fatta strada l'ipotesi di un possibile ritorno in patria.

Dall'Uruguay: Israel si opererà alla spalla. E poi?

Per Franco Israel non solo potrebbe prospettarsi la possibilità di giocare nuovamente in Uruguay, ma anche di tornare dove tutto ebbe inizio. Il classe 2000 era partito dai vivai dell'Artesano e del Nacional. Proprio con il club di Montevideo si era messo in mostra a livello giovanile conquistando la Copa Libertadores Under 20 e attirando l'attenzione della Juventus, che lo portò in Italia. Quattro anni in bianconero, prima di conoscere anche la sfaccettatura granata della città.

Ora, quest'estate, la sua cessione all'estero appare quasi scontata e gli indizi arrivano dal vicepresidente del Nacional, Flavio Perchman: "Si era presentata l'opportunità di Franco Israel e ci eravamo entusiasmati perché è cresciuto nel club e possiede grandi qualità", ha detto, confermando dunque l'interesse. Ma a frenare la trattativa ci sarebbero motivi di natura fisica: "Purtroppo deve operarsi a una spalla e lunedì ci ha confermato che non potrà venire".

Israel dovrebbe dunque risolvere il problema fisico che lo riguarda e poi, con ogni probabilità, le sue strade con il Torino si divideranno, nonostante negli ultimi mesi abbia costruito un buon rapporto con i compagni, come documentato spesso tramite mezzo social. Non si esclude quindi un possibile ritorno alle origini. Compito di Gianluca Petrachi, chiamato a intervenire dopo la parentesi Paleari (che tornerà a fare il secondo), sarà quello di trovare un nuovo numero uno.

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