Dopo una stagione da protagonista al Modena con cinque reti e prestazioni di alto livello, il centrale è diventato uno dei profili seguiti da Petrachi
Il suo idolo da ragazzo era Cristiano Ronaldo. Nulla di strano per uno della sua generazione. Un po' curioso se nelle generalità calcistiche è indicato come difensore, ma proprio qui sta la particolarità di Daniel Tonoli, il profilo su cui il Toro avrebbe messo gli occhi dopo essersi distinto in Serie B. "A livello di Giovanissimi giocavo anche esterno alto e facevo pure qualche gol", raccontava in un'intervista alla Gazzetta di Modena. Ma quel vizio, pur giocando molto più indietro, non lo ha perso. Anzi, lo ha sempre accompagnato nella sua scalata dal basso verso il sogno della Serie A.
Il percorso di Tonoli comincia a Clusone, in Val Seriana. Cresce nella Virtus Bergamo e a 17 anni esordisce in Serie D. Alla partita successiva al debutto, come si può già intuire, segna anche il suo primo gol, facendo immediatamente circolare il suo nome tra gli osservatori. Ed ecco la grande occasione: l'Inter. Con i nerazzurri mette insieme 21 presenze nel campionato Primavera. "Io ne ho il ricordo di un allenatore che sa di calcio ad alti livelli ed è in grado di trasmettere ai giocatori le sue idee", dice ricordando Cristian Chivu che, dopo il tricolore a livello giovanile, è passato a quello senior nell'ultima stagione. Ma dopo l'esperienza nerazzurra, tra il 2019 e il 2021, nel pieno dell'ondata Covid, torna a casa. Dopo aver marcato Lautaro Martinez in una partita in famiglia, si ritrova di nuovo tra i dilettanti della Virtus Ciserano Bergamo. Colleziona 43 partite, arricchite da 5 esultanze personali.
Il salto tra i professionista e il Modena
Dopo quella stagione di riassestamento arriva l'esordio tra i professionisti con la Pergolettese. In tre stagioni raggiunge quota 100 presenze e mette a segno 13 gol. Ma è nell'ultimo campionato che il suo rendimento sotto porta fa particolarmente parlare: 9 reti e l'inevitabile promozione al livello successivo. La scorsa estate Tonoli viene acquistato dal Modena per 300.000 euro. Ci mette poco a conquistare una maglia da titolare. Arriva inizialmente per giocare nel ruolo di esterno destro, poi è Andrea Sottil ad avere l'intuizione di trasformarlo nel difensore centrosinistra, o braccetto di sinistra, della difesa a tre.
La mossa si rivela azzeccatissima: Tonoli si distingue per le letture difensive, la forza fisica e, ovviamente, gli inserimenti. Empoli, Venezia, Virtus Entella e Mantova non sono un elenco casuale di squadre della scorsa Serie B, ma quelle colpite dal classe 2002. Cinque gol stagionali in 29 presenze: soltanto Tiritiello dell'Entella lo supera, con 7 reti. A ciò si aggiunge una continuità di rendimento considerevole, testimoniata da appena 82 minuti trascorsi lontano dal rettangolo verde. E, in un solo anno, è già entrato nella top five dei difensori più prolifici nella storia del Modena.
Tonoli, colpo per Abate? E quel passato condiviso con Casadei
Era inevitabile che il suo nome circolasse tra i più accreditati per il salto di categoria. Diverse squadre sono alla ricerca di un profilo come il suo, che può fare comodo per la capacità di abbinare letture difensive, forza fisica, duttilità e fiuto del gol. Certo, il confronto con la massima serie è tutto da verificare e vedremo quale società gli consentirà di misurarsi con il gotha del calcio italiano.Il Toro, almeno per quanto riguarda la guida tecnica, sta affrontando una sfida simile. Abate, che da calciatore ha frequentato i livelli più alti del calcio italiano, da allenatore è un rookie, reduce anch'egli da un exploit tutto da confermare in Serie A. Qualcosa in comune, dunque, c'è e vedremo se le loro strade riusciranno a incontrarsi: di certo Tonoli potrebbe rivelarsi una pedina preziosa nel 3-5-2 o 3-4-2-1 dei granata.
A Torino, inoltre, ritroverebbe una sua vecchia conoscenza, con cui ha condiviso gli anni all'Inter sotto la guida di Chivu: Cesare Casadei. I loro percorsi, dopo essersi incrociati, hanno preso direzioni diametralmente opposte. Il difensore, una volta lasciata Interello, ha dovuto ricostruirsi la carriera praticamente da zero, mentre il centrocampista si è confrontato con la Championship e con qualche apparizione in Premier League prima di tornare in Italia per provare a imporsi in granata. Ora, accomunati dal passato nerazzurro, i due potrebbero ritrovarsi a lavorare per la stessa causa, se il mercato lo consentirà.
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