La valutazione del mercato delle squadre di Serie A: dall'Atalanta alla Fiorentina
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Bologna: 5
Il Bologna riparte dall'ottavo posto della scorsa stagione, un piazzamento che racconta una squadra ancora competitiva ma ormai chiamata a un nuovo salto di qualità. Per farlo, però, i rossoblù hanno scelto una strada tutt'altro che conservativa: è arrivato Domenico Tedesco in panchina e, soprattutto, è cambiata parecchio la rosa. Il mercato del Bologna è stato infatti caratterizzato più dalle uscite che dagli ingressi. Sono partiti diversi giocatori importanti, tra cui Lucumí, Castro e Rowe, con quest'ultimo trasferito all'Atalanta proprio nelle ultime ore di mercato per una cifra che può arrivare a 40 milioni di euro tra parte fissa e bonus. Addii pesanti, ai quali il club ha dovuto rispondere con una campagna acquisti che ha puntato su profili giovani e scommesse. In attacco, Dovbyk e Piccoli sono chiamati a raccogliere l'eredità di Castro e Dallinga, mentre il ritorno di Theate rappresenta un innesto d'esperienza per la difesa. In mezzo al campo è stato confermato Pobega, riscattato per circa 7 milioni, mentre altri arrivi come Amondarain e Alhassane dovranno dimostrare sul campo di essere pronti per una squadra che vuole tornare a lottare nelle zone alte della classifica. Il problema è proprio questo: il Bologna ha incassato molto, ma non dà la sensazione di essersi rinforzato altrettanto. La scelta può essere comprensibile sul piano economico e rientrare in una strategia di sostenibilità e valorizzazione, ma sul campo il rischio è quello di perdere qualità e certezze in un'unica sessione. Dopo l'ottavo posto, il Bologna avrebbe avuto bisogno di qualche certezza in più. Invece riparte con un nuovo allenatore, un attacco da ricostruire e diversi giocatori ancora da scoprire. Un mercato più orientato al futuro che al presente, ma che oggi lascia qualche dubbio di troppo: 5.
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