I tanti volti nuovi impiegati per i granata e i viola non si sono tradotti in risultati immediati e ora...

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Cambiare non sempre garantisce un effetto positivo, almeno non nell'immediato. È proprio quello che sta capitando a Fiorentina e Torino, le due squadre che fin qui hanno mandato in campo più nuovi acquisti (includendo riscatti e rientri dai prestiti) di tutta la Serie A: rispettivamente 16 e 15. Alle loro spalle ci sono Cagliari, Monza e Sassuolo, tutte ferme a 13. Un dato che fotografa bene due estati vissute all'insegna del cambiamento, con rose profondamente ritoccate e tanti volti nuovi chiamati a inserirsi in tempi inevitabilmente stretti.

L'avvio in salita è un segnale

Eppure, dopo cinque giornate, la rivoluzione non si è trasformata in una partenza brillante. Il Toro ha raccolto 4 punti, grazie alla vittoria proprio sul campo della Fiorentina e al pareggio di Bologna, mentre sono arrivate le sconfitte contro Milan, Sassuolo e Roma. Abate, però, ha dato spazio a tutti i nuovi acquisti: dal primo arrivato, Oristanio, fino all'ultimo, Rodriguez, tutti hanno avuto almeno qualche minuto a disposizione. Esattamente lo stesso bottino per i viola, con una vittoria, un pareggio e tre ko, ma con un dato che rende ancora più pesante l'avvio: 6 gol segnati e 12 subiti. A Firenze, inoltre, la rivoluzione non si è fermata alla rosa: dopo appena tre giornate è saltata anche la panchina, con l'esonero di Grosso e il ritorno di Vanoli. I risultati, dunque, non condannano ancora le scelte estive, ma pongono una domanda inevitabile: la rivoluzione ha davvero alzato il livello o ha soltanto cambiato le facce?

ACF Fiorentina v Torino FC - Serie A 2026/27

Cambiare ha un costo

Il dato, naturalmente, non dimostra necessariamente che il mercato sia stato sbagliato. Dimostra però che cambiare tanto ha un costo, almeno nella fase iniziale: nuovi giocatori, nuove gerarchie, nuovi automatismi e, nel caso della Fiorentina, persino due allenatori. Toro e viola sono due esempi quasi speculari della stessa scelta: provare a cambiare pelle per alzare il livello, accettando però il rischio di perdere qualcosa in termini di continuità. Anche perché è molto più semplice, per chi arriva da una stagione vincente, e soprattutto da un progetto ben più collaudato e delineato, come l'Inter, limitarsi a puntellare una rosa già collaudata e conservarne l'ossatura. Non sorprende, allora, che i nerazzurri siano ultimi in questa statistica, con appena quattro nuovi giocatori utilizzati da Chivu, ma allo stesso tempo primi, seppur a pari merito, in classifica. Dopo cinque giornate, il campo non ha ancora restituito il dividendo della rivoluzione. E per entrambe, adesso, il lavoro di chi deve trasformare i nuovi acquisti in una squadra vera diventa persino più importante del mercato che li ha portati lì. Ma quanto tempo possono ancora permettersi Toro e Fiorentina di aspettare che questa rivoluzione cominci a funzionare?

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