Le statistiche sui dribbling in Serie A: chi ne effettua di più? E il Toro...

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Il dribbling è una delle giocate che nel calcio moderno si vede sempre meno, soprattutto in un campionato come la Serie A dove organizzazione e intensità spesso prendono il posto dell’uno contro uno. Eppure, dopo cinque giornate, qualche squadra sta facendo della capacità di saltare l’uomo un’arma importante. A guidare la classifica dei dribbling riusciti è il Como, con 10,4 a partita, davanti alla Roma (10) e alla Fiorentina (9,4). Seguono Juventus (8), Milan e Venezia (7,6), mentre il Torino si trova al nono posto con 7 dribbling riusciti di media. Un dato che racconta comunque una certa propensione dei granata a cercare l’uomo, anche se lontana dai numeri delle squadre che occupano le prime posizioni.

ACF Fiorentina v Torino FC - Serie A 2026/27

Da Kvernadze a Messias e Mastantuono: quanti dribblatori

A livello individuale, il giocatore che riesce più volte a saltare l’avversario è Giorgi Kvernadze del Frosinone, con 3,2 dribbling riusciti a partita e una percentuale di successo del 53%. Alle sue spalle ci sono Christian Pulisic (2,5 e 71%), Assane Diao del Como (2,4 e 52%) e Joel Monteiro (2,3 e 47%). Subito dietro Junior Messias, autore di 2,2 dribbling riusciti a gara con un ottimo 79% di riuscita. Tra i giocatori che superano quota due troviamo anche Kaiki (2,0 con l’86%), Jonathan Rowe (2,0 con il 75%), Donyell Malen (2,0 con il 67%) e Jesús Rodríguez (2,0 con il 55%). Tuttavia i due giocatori con più dribbling riusciti nel complesso sono Messias e Diao (16), seguiti da Mastantuono a 14. Lo stesso argentino, però, primeggia nella classifica per maggior numero di dribbling non riusciti, esattamente 15. Numeri che raccontano bene quanto sia importante mettere insieme quantità e precisione: non conta soltanto quante volte si prova a saltare l’uomo, ma anche quante volte il tentativo va a buon fine.

Cacciamani e Fitz-Jim esaltano il Toro?

E il Toro? Nella graduatoria dei dribbling riusciti di squadra i granata sono noni con 7 a partita. Tra i singoli, Kian Fitz-Jim viaggia a 1,4 dribbling riusciti per gara con il 64% di successo, mentre Alessio Cacciamani è a 1,2 con una percentuale del 50%. Il classe 2007 è però anche il giocatore granata che cerca maggiormente l’uno contro uno: ha tentato 18 dribbling, più di qualsiasi altro elemento del Torino, e 9 di questi sono andati a buon fine. Un dato che lo porta anche alla dodicesima posizione della classifica individuale della Serie A per dribbling riusciti. Restano quindi diversi tentativi non completati, ma il dato conferma la disponibilità di Cacciamani a prendersi la responsabilità della giocata, soprattutto considerando la giovane età. Fitz-Jim, invece, presenta una percentuale di riuscita più alta, segnale di una ricerca del dribbling forse meno frequente ma più efficace. Per leggere davvero questi numeri, insomma, bisogna guardare insieme dribbling riusciti, tentativi e percentuale: il volume racconta la propensione, l’efficacia racconta quanto quella giocata riesca realmente a fare la differenza.

Dopo cinque giornate il Toro non è comunque ai margini di questa classifica: i 7 dribbling riusciti a partita lo collocano nella prima metà della graduatoria. La vera differenza rispetto alle squadre che comandano è nella continuità con cui riescono a creare superiorità attraverso l’uno contro uno. In un campionato sempre più tattico e meno disposto a concedere spazi, avere giocatori capaci di saltare l’uomo può diventare un modo per rompere gli equilibri. E per il Torino, trovare più spesso quella giocata potrebbe significare anche riuscire a dare maggiore imprevedibilità a una fase offensiva che, nelle prime cinque giornate, ha mostrato ancora qualche difficoltà nel creare occasioni.

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