di Guido Regis

“E pur si muove“ pare disse Galileo al momento di abiurare la teoria “elio centrica” di fronte all’inquisizione.
Ho temuto qualche istante in questi due mesi di trovarmi non tanto ad abiurare una teoria quale quella “granata centrica”, che non aveva certo bisogno di essere espressa in un libro sui massimi sistemi in quanto inconfutabilmente vera, ma a chiudermi in un silenzio rassegnato di fronte alla possibile banalità di alcuni “sostenitori” che avrebbero potuto comportarsi come purtroppo avviene in tante cose dell’umano esistere.
Oggi paradossalmente la grande libertà di parola e pensiero, la diffusione mediatica, l’interpretazione capillare delle leggi sono diventate sia una straordinaria possibilità di progresso sia un diabolico strumento che se astutamente gestito dai delinquenti più geniali, appoggiati inconsciamente dagli esseri umani più stupidi, consente ancora di negare l’innegabile, a volte assolvere i peggiori assassini e far assurgere a idoli banali ladruncoli e sfruttatori, piuttosto che gettare in pasto agli inquisitori piccoli e grandi saggi volutamente incompresi.
Per alcuni istanti ho creduto di perdere la speranza, ma alla fine sono stato premiato nella mia pazienza.
La “rivolta intelligente” ha mosso quella che pareva essere una montagna, ben radicata nelle sue convinzioni errate ed une serie di primi risultati si sono visti.
Ora c’è da augurarsi che anche i tifosi più critici ed avvezzi a dissociarsi, spesso non comprendendo le finalità di altri loro simili che semplicemente cercano di essere meno passivi, magari anche commettendo errori, esprimendo pareri non sempre immediatamente condivisibili o utilizzando toni non propriamente politici (per fortuna), si convincano che pur utilizzando strade diverse, ciò che si voleva, vuole e vorrà ottenere è il bene del nostro Toro.
L’incontro dei rappresentanti dei tifosi, del CCTC e Cairo c’è stato, ha dato i suoi primi frutti ed il fatto che sia venuto dopo iniziali presunte affermazioni del Presidente, da quanto apparso sui giornali, sulla inconsistente rappresentatività dei firmatari del famoso documento, è un ottimo segno. Penso e spero che il presidente non si sia fatto convincere solo dal progressivo incremento delle firme di sottoscrizione alla lettera e dallo stagnare degli abbonamenti, per ora record negativo storico nella storia del Toro.
E’ ovvio che non ho la presunzione di credere che la scarso numero di abbonamenti, più della metà dei quali provenienti tra l’altro proprio dagli stessi club “contestatori” compreso il nostro, siano il frutto della campagna di “ rivolta “ lanciata. Per certi versi sarebbe meglio così, ma purtroppo sono i risultati di una squadra che avvicinano ed allontanano i tifosi dallo stadio, anche per il Toro, e Cairo in fondo ha ragione nel dire che noi contiamo poco o nulla in questo senso.
Ma è anche vero che proprio i ragazzi del CCTC, e dei Club che hanno partecipato a questo movimento di contestatori costruttivi e che hanno cercato di dare ancora una volta una scossa positiva a questa società, sono anche i ragazzi che alla squadra stanno comunque e sempre vicini, che l’abbonamento lo hanno fatto o lo faranno, portando la campagna ad una quota vicina ai 10.000, nonostante le preoccupanti prestazioni con Vicenza, Figline e Livorno.
Ed allora forse qui un pochino contiamo…che dite?
Mi piacerebbe sapere quanti tifosi hanno speso oltre 60 euro ( due biglietti + più spese viaggio ) per portare il proprio figlio dodicenne a prendere ancora acqua e freddo in un giorno d’estate allo stadio d’Ivrea, con spettacolo da” black out”, non certo per vedere un preliminare di Champions?
Io l’ho fatto e forse questo vorrà dire qualcosa, spero, almeno per coloro che, a differenza mia, si intestardiscono a considerare tifoso solo chi va allo stadio?
Di una cosa sono sicuro, non saranno come non sono mai stati quelli che fischiano ne sbeffeggiano un proprio giocatore ne al primo, ne al secondo ne al centesimo errore commesso in una partita.
Le contestazioni le faranno, se necessario, solo se vi verificherà ancora una volta quanto è accaduto in questi anni, terminate le partite, magari fuori dal campo e chissà anche solo con comunicati condivisi o articoli scritti preferibilmente di pancia, senza politichese.
Penso che a questo proposito sia bene chiarire alcune cose.
Il Pres. aveva inviato un SMS ad un membro del CCTC, letto davanti a molti presidenti e rappresentanti di Club in una riunione avvenuta qualche giorno prima di redigere la lettera, ove rivelava l’origine del “mea culpa” recitato a fine campionato.
Il messaggio diceva sostanzialmente “ il mio errore è stato ascoltarvi sempre ( i tifosi ) e così siamo finiti in B”.
Era allarmante anche se prevedibile.
Ci si domandava quali tifosi avesse mai ascoltato il Pres. che lo avessero indotto a, in successione, non rilevare immediatamente una bella squadra appena promossa e di grandi prospettive, fallita per l’ostracismo “casuale” delle banche italiane nei confronti di un presidente antipatico ma finalmente convertito ala causa granata, a smantellare la squadra costruita anche con l’aiuto dei lodisti ed appena promossa dalla B alla A, a prendere i Pancaro, Oguru, Fiore ed in seguito i Lanna, Coco, Recoba per fare solo alcuni nomi e non voler proseguire con altri che in parte ora non zavorrano più questa squadra o purtroppo la zavorrano ancora?
Chi tra i tifosi lo abbia costretto ad esonerare a pochi giorni dall’inizio del primo anno in A De Biasi per resuscitare un Zaccheroni, presto ritornato nel limbo, e ripetersi l’anno successivo a salvezza ottenuta sempre con lo stesso GDB?
Chi dei tifosi abbia consigliato di mettere in mano a Novellino una squadra finalmente decente, con un centrale come Natali e due terzini destri come Comotto e Motta, un centrocampo equilibrato dalla presenza Grella, ed un attacco con Di Michele?
Chi abbia consigliato di evitare il terzo esonero immotivato di De Biasi privandolo in parte degli elementi migliori, scoprendo ulteriormente la difesa sulla fascia destra, indebolendo il centrocampo, non trovando i degni sostituti e creando dualismi, anzi trialismi ( Amoruso, Rosina, Di Michele) che hanno minato fin dall’inizio il percorso di quella squadra, a partire dalla fuga inglese dell’attuale capitano?
Chi tra i tifosi ha chiesto la testa del GDB quando le cose si stavano ancora una volta mettendo male, anziché lasciargli la completa responsabilità di raddrizzare la baracca a costo anche di retrocedere, come poi è comunque avvenuto.
Chi abbia imposto il ritorno di Novellino anziché ricorrere immediatamente ad un super allenatore granata come il Camola?
Chi tra i tifosi ha consigliato il Pres. in questi anni di sostituire a ripetizione ed interferire con l’operato dei D.S e degli allenatori (tranne che con il Camola, pare), di non ingaggiare un D.S. scafato, possibilmente di fede granata, che avesse campo libero nelle decisioni di mercato in accordo con l’allenatore, ma di gestire il mercato in prima persona?
Chi gli ha domandato di occuparsi solo marginalmente del Filadelfia e chi di non investire pesantemente sul vivaio?
Sono alcuni esempi delle cause del fallimento di questo triennio che non scaturiscono certo dall’ aver seguito le indicazioni della grande maggioranza dei tifosi ma se mai proprio dal non averle ascoltate.
Sappiamo tutti quante altre piccole e grandi cose potremmo aggiungere.
Poi se la società, nelle sue svariate componenti e per motivi che ignoriamo, ritiene di fare tesoro dei consigli solo di alcuni “SMSisti” o stretti conoscenti, piuttosto che di pochi telecomandati “urlatori”, sedicenti tifosi granata, e scopre che le “indicazioni” si sono rivelate improduttive, non è giusto riferirle all’intera tifoseria.
Ebbene per fortuna Cairo sembra aver compreso, con il beneficio del dubbio, ricevendo i tifosi ed ascoltando alcune prime istanze di questo “sparuto gruppo di ipotetici dissidenti, ma reali sostenitori”.
Quello dei biglietti omaggio e soprattutto della loro “ gestione” è un serio problema, certamente non solo per la nostra piazza, ed è stato un grandissimo e per certi versi coraggioso atto di responsabilità averlo portato come primo punto da parte dei rappresentanti dei Club.
I temi dei prezzi dell’abbonamento ancora troppo alti e poco accessibili, soprattutto per le famiglie, e le istanze dei disabili granata, non sono argomenti da contestatori facinorosi o sprovveduti.
E il Filadelfia? E’ vero che non si fa altro che parlarne ma ( e qui mi rivolgo a quei pochi o tanti che continuano a pensare che il tifoso debba fare il tifoso e non intromettersi nelle questioni di gestione di una squadra per cui si tifa) con chi si deve parlare se non con il Presidente della società che ha raccolto la pesante ma anche prestigiosa eredita del Torino A.C.? Chi deve dare segnali seri di interesse per questo problema? Chi deve comprendere che ricostruire questo tempio Granata non è una inutile spesa me è il viatico per la ricostruzione di una grande società con altrettanto grandi prospettive di realizzazioni economiche?
Lo stesso discorso per il vivaio granata che è stato da sempre il vero fiore all’occhiello del Toro, il biglietto da visita che ci faceva rispettare da tutte le grandi società europee e non solo, anche negli anni più bui dei vari Goveani, Vidulich, Ciminelli.
E ciò che sta accadendo ora con la prima squadra, nel momento in cui il presidente è passato dallo slogan in cui ci dovevamo divertire, a quello in cui il Toro eravamo noi per giungere a quello in cui ( simpaticamente e buffamente, a mio modo di vedere, ma alcuni l’hanno visto come un affronto) si sente la maglia addosso e ci dice in modo nemmeno troppo subliminare che da quest’anno il Toro è lui, sembra allinearsi almeno in parte con quanto per anni effettivamente è stato consigliato dalla stragrande maggioranza dei tifosi.
Finalmente, dopo qualche ora di burrascosa trattativa, si è confermato un DS esperto ( non è il granata Zaccarelli che volevamo ma ci accontentiamo). Il pacchetto Foschi – Colantuono, per quanto non rappresenti quello desiderato in prima istanza dalla maggior parte dei tifosi, se non altro garantisce l’equilibrio che deve esistere tra un D.S e l’allenatore ed è in linea con quanto domandato sempre dai più.
Si è sfoltita una rosa pesante e piena di soggetti che con il Toro poco “ ci azzeccavano” ( e speriamo si continui ancora ) e si è proceduto all’ingaggio di elementi con un minimo di razionale per la B e forse di prospettiva per la A, che sembrerebbero adatti ( il condizionale ormai è d’obbligo) a garantirci un gioco un po’ più equilibrato e da Toro.
Non abbiamo la presunzione di pensare che tutto ciò sia frutto del movimento della “rivolta intelligente” ma non c’è dubbio che le decisioni prese da Cairo in questi mesi, si sposino in parte, sottolineo in parte, con quanto invocato.
Tuttavia io, come tantissimi tifosi granata, resto convinto che la teoria “granata centrica” sia l’unica vincente, se vogliamo provare a competere con le potenze economiche di dubbia origine che sommergono questo calcio ormai triste, frutto del capitalismo e liberismo “non etico”.
Discorso difficile, torniamo al Torello.
Sono certo che tantissimi tifosi granata sanno perfettamente di essere il motore vero che consente la sopravvivenza di questo Toro.
Mi rattristano quelli che pagano l’abbonamento, o spendono per le varie tessere televisive e poi si sentono esclusivamente in dovere di tifare ed in diritto eventualmente di urlare allo stadio o di incazzarsi con qualche gobbo che li sfotte al bar o peggio con qualche “fratello” che non la pensa esattamente come loro…..e magari nemmeno tutto questo.
Vogliamo convincerci una volta per tutte che chi “acquista” il Toro non fa altro che mettere a disposizione un capitale personale in qualità di garante, ma di soldi propri non ne spende, se non dopo eventuali ed improbabili disastri?
Forse dopo tutti questi errori e dopo la retrocessione un piccolo rischio che Cairo debba porre davvero mano al portafoglio personale ora c’è, ma a fronte di un incremento delle entrate economiche delle sue società ottenuto in questi anni.
La tifoseria del Toro non è quella del Chievo, per fare un esempio, o di altra squadra anche non necessariamente di provincia.
Il singolo contributo economico di un tifoso, foss’anche sottoscrittore di dieci abbonamenti in tribuna e di una card SKY per ogni villa che possiede, è certamente irrisorio di fronte alle spese che si devono sostenere per mantenere in vita una società.
Così come la somma dei contributi economici di tutti i tifosi del Chievo e delle sponsorizzazioni che Campedelli riesce ad ottenere per la sua società non riusciranno mai a coprirne le spese.
Dovrà sempre mettere in atto un oculata e strategica gestione per ottenere i risultati che ha ottenuto, ben sapendo che se commette errori non può contare sulla tifoseria ma solo sui suoi panettoni e nemmeno troppo a lungo.
Per il Toro non è così.
La somma di tutti i contributi economici diretti ed indiretti che garantiamo come tifosi granata a chi si prende la briga di farsi garante, in sostanza di chi “acquista” la società, gli consentono di gestirla ampiamente senza rischi, anzi guadagnandoci, se non commette errori madornali.
Questo vale per il nostro simpatico attuale presidente come per chiunque altro più o meno facoltoso.
Noi siamo la forza di questo Toro, noi che riusciamo a creare piccoli tifosi e vestirli di granata, portarli allo stadio a vedere il Crotone e quest’anno il Gallipoli, anche dopo quasi quarant’anni senza un trofeo. Noi che riempiamo i Toro Camps con i nostri bambini e con i loro compagni di scuola “gobbi”. Noi che compriamo gadget granata per gli amici degli amici dei parenti più lontani della decima generazione. Noi che aborriamo le riviste gossip ma regaliamo a mamma, moglie, zie e figlie l’abbonamento a porcate come Diva Donna, Di Più, Natural Style ( For men proprio non ce la faccio) pur di dirottare i nostri euro da altre simili sciocchezze che in passato invadevano le nostre case, sentendo che in questo modo possono avere un senso. Noi che se Ferrero si decidesse di “acquistare “ il Toro, vivremmo solo più a pane nutella e tappezzeremmo tutta l’Italia del suo marchio.
Ed allora noi tutti abbiamo il diritto – dovere in qualche modo di farci sentire e di essere ascoltati, se proprio non siamo ancora capaci di organizzarci in una associazione economica che gestisca direttamente la nostra squadra ( a tal proposito rinnovo l’invito a leggere un libretto di Luciano Cavagnero intitolato “ Se vogliamo possiamo” )
Ora è stato intrapreso un percorso, un piccolo primo passo.
All’incontro con Cairo nulla o quasi è stato detto su Foschi e Colantuono ne sugli acquisti e sulle cessioni proprio perché si sono volute rispettare le scelte del Presidente che finalmente per lo meno tornano ad avere una logica. Se funzioneranno anche non necessariamente a breve termine saremo tutti felici. Io mi sento tuttavia in diritto di ribadire che avremmo preferito uomini magari anche meno introdotti ma storicamente di storia e tradizione granata, perché certi che con loro si sarebbe ricostruito nella squadra lo spirito che a noi interessa e che ci rende unici.
Se io, come altri tifosi, abbiamo probabilmente sbagliato nel credere fortemente in De Biasi ( pur ricordando che comunque i fatti sono quelli che contano e con Gianni abbiamo ottenuto una promozione e due salvezze e volenti o nolenti non si potrà mai imputargli quest’ultima retrocessione se non indirettamente ) lo abbiamo fatto perché ci è sembrato di riconoscere in lui un modo di essere molto vicino a quei personaggi storici che hanno fatto la storia del Toro, come ad esempio Gigi Radice. Tuttavia non siamo così ciechi da non aver inteso che se così fosse stato, probabilmente G.D.B. avrebbe dovuto essere in grado di imporsi anche davanti alle tante difficoltà incontrate ed ingerenze che ci ha raccontato di aver subito.
Tuttavia i nomi che ha proposto la tifoseria con molta più convinzione e coesione in questi tre anni sono ben più collaudati ed il ritorno di Camola ci aveva illusi che potesse ricominciare una grande storia da dove si era interrotta. Le premesse per noi c’erano tutte, nonostante la retrocessione, ma i giochi erano già fatti da tempo se rimaneva Foschi, come mi ha confessato lo stesso Gian Carlo poco più di un mese fa.
Va bene così! Venerdì si riparte per un nuova difficile, anzi difficilissima avventura. E’ giusto che ricominciamo a tifare per questo Toro, è giusto ed auspicabile che ci si capisca, ci si venga in contro anche tra tifosi, che si rivolga con maggiore convinzione la “rivolta intelligente” verso la cupola calcistica che non è un invenzione ma esiste e ci ha spinti ripetutamente sott’acqua quando nuotavamo arzilli, tolto il salvagente quando stavamo per affogare stremati.
Sappiamo tutti come fare ma se necessario tra qualche giorno proveremo a dare nuovamente qualche indicazione.
Per il resto certo c’è ancora molto da fare, a partire dal Fila e dalle giovanili.
Se il Presidente manterrà fede alla promessa di un incontro mensile, questi punti verranno riproposti in modo tambureggiante “de visu” e non solo tramite articoli, comunicati e cori allo stadio.
L’importante è come sempre stare uniti perché è un dato di fatto: come la terra gira attorno al sole la storia del Toro gira attorno ai suoi tifosi.

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Presidente del Torino Club C.T.O. Claudio Sala

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