"Controcorrente" di Gino Strippoli – Granata per 70 minuti vincenti poi esce fuori Nico Paz

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Torino-Como 1-3, il postpartita: "Una sconfitta non cancella i progressi di Abate"

È stato sicuramente il più bel Toro della stagione quello visto contro il Como, con azioni ariose, travolgenti, scambi e ripartenze veloci. Per almeno 70 minuti i granata hanno dominato il campo, bravi nella fase offensiva con un sempre più leader Vlasic e un Belghali incontenibile sulla fascia destra, dove sia Valle che Milla poco hanno potuto sulla velocità del belga.

Il centrocampo granata ha trovato una mediana, formata da Fitz Jim e Bragança, attenta tatticamente ma anche elegante nella sua manovra in fase di attacco e costruzione. L’olandese sta sempre più diventando una pedina importante nel velocizzare le azioni, mentre il portoghese sta confermando le sue qualità tecniche di raffinatezza ma anche di solidità in fase difensiva. Nulla da dire anche sulla prestazione di Adams, che ha nuovamente segnato, e Simeone cui è mancato solo il guizzo finale in un paio di azioni con una traversa centrata. Ma i due si sono mossi molto bene aprendo spazi per i loro compagni, soprattutto per Belghali. Male invece Cacciamani che in fase difensiva è sempre stato in difficoltà mentre dove dovrebbe essere più bravo, dal centrocampo in su, a parte un paio di accelerate si è perso senza mai incidere più di tanto. Insomma, il Toro avrebbe meritato di vincere o almeno portare nelle sue casse un pareggio che sarebbe stato d’oro eppure è uscito sconfitto nello Stadio Grande Torino perché qualcosa non ha funzionato soprattutto nel secondo tempo.

gino strippoli

Il Como nei secondi 45 minuti ha tenuto il pallino del gioco chiudendo di fatto il Toro nella propria metà campo, spingendo per riprendersi la partita, con le solite manovre avvolgenti ma che fino a 10 minuti dalla fine non trovavano vere occasioni da gol. Il Toro ha retto finché ha potuto ma è sembrato frenato dalla paura di vincere arretrando il proprio baricentro, facendosi schiacciare nella propria area. Peccato per quell’azione in contropiede portata avanti da Gineitis, conclusa con un tiro secco deviato da Sanchez perché avrebbe portato il Toro al raddoppio chiudendo di fatto la partita.

Ma si sa che se non chiudi apri agli altri e dopo una partita dormiente è salito in cattedra Nico Paz. Quando hai giocatori capaci di fare la differenza con una o due giocate diventa quasi normale assistere a rimonte praticamente impossibili. In soli 10 minuti la difesa del Toro, fin lì molto brava e impeccabile, si è sgretolata ed è andata in tilt con Ismajli e con Coco che si sono persi gli avversari nella propria area e anche Perri non è sembrato molto reattivo sul gol di Ramon e di Nico Paz. Il Toro non esce ridimensionato anzi ha dimostrato di saper tenere il campo contro avversari più forti però c’è sempre quel difetto di apprensione e di insicurezza che pervade la squadra granata nei secondi 45 minuti. Un problema visto anche nelle precedenti partite contro il Parma e l’Udinese nonostante le vittorie finali.

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