Fa effetto vedere Kulenovic preferito al capitano. Ma Abate vuole recuperare tutti: perché credere nel recupero del capitano
Quattro motivi per rinnovare Adams
Torno su queste colonne dopo una decina di giorni per sostenere a gran voce che le mie sensazioni positive post Parma hanno trovato conforto e conferma nelle due partite successive, quelle contro il Monza e il Como. La prima si è conclusa con una vittoria convincente e meritata, la seconda con un ko maturato nei minuti finali che non va a inficiare, per quanto si è visto in campo, i giudizi su quello che sta costruendo Ignazio Abate insieme ai suoi ragazzi.
Mentalità Abate, il Toro come una famiglia
Le cose possono cambiare molto in fretta, e ogni partita è un esame. Se però si costruiscono basi solide, non basta un episodio a scuoterle. A mio avviso, alle fondamenta delle cose buone che stiamo vedendo da parte del Torino c’è una chimica positiva che si sta formando all’interno dello spogliatoio. Mi piace molto quando Abate parla dell’importanza del costruire legami umani. Ed è per questo che il tecnico sta cercando di coinvolgere tutti i giocatori della rosa, senza lasciare indietro nessuno, nemmeno chi ha meno qualità tecniche o è parso più in difficoltà negli ultimi tempi. Mi riferisco a elementi come Gineitis, Kulenovic, Patterson e pure Aboukhlal: tutti loro stanno ritrovando minutaggio. Si sa che sentirsi parte di un qualcosa è un ingrediente potentissimo per riuscire a tirare fuori le proprie qualità, poche o tante che siano.
Toro, che fine ha fatto Zapata? Solo ventuno minuti in nove partite
C’è però un ragazzone di cui si sono un po’ perse le tracce negli ultimi tempi, con mio grande dispiacere per la stima che ho per l’uomo e per il giocatore. Parlo di Duvan Zapata. Dire che sta giocando con il contagocce è usare un eufemismo: appena 21 minuti nelle prime nove di campionato, equamente distribuiti in tre gettoni, l’ultimo contro il Parma. Il giorno prima della sfida del Tardini, parlando di lui Abate aveva accennato a una condizione fisica in crescita, a una continuità di lavoro settimanale ritrovata, ma ciò evidentemente non è ancora sufficiente. La prima alternativa in avanti ai titolari Adams e Simeone è oggi Kulenovic: un ottimo ragazzo che si impegna e che si sta rendendo utile, ma il fatto che sia preferito a Duvan Zapata, uno degli attaccanti più importanti degli ultimi dieci anni di Serie A, fa un certo effetto.Il miglior Zapata potrebbe essere solo un ricordo, ma…
Zapata ha 35 anni compiuti da un pezzo, e da quando si ruppe il crociato due anni fa non è più tornato davvero quello di prima, se non per qualche episodio qui e là. Al momento, ci vuol fantasia a immaginare che possa tornare a trascinare la squadra: lecito avere dubbi sulle sue condizioni fisiche, naturale pensare che si sia lasciato alle spalle i suoi giorni migliori. Ma vederlo sorridente nelle foto di squadra sotto la curva Maratona, dopo la vittoria contro il Monza, mi ha fatto piacere. Significa che anche lui si sente parte di qualcosa. Sul suo desiderio di dimostrare a tutti di essere ancora in grado di incidere in Serie A non penso si possano avere dubbi, così come sul fatto che Abate voglia poter contare appieno anche su Duvàn, che può essere importante, pure solo a gara in corso. E allora credo sia giusto aspettare con fiducia anche colui che, fino a prova contraria, è ancora il capitano del Toro.
© RIPRODUZIONE RISERVATA