La Scossa Granata / Il Toro si sveglia tardi, con il Lecce è 1-1
90 secondi: quanto bisogna migliorare? La risposta dopo il Lecce è...
Un punto che lascia l'amaro in bocca e tanta rabbia. Il Toro frena ancora, non andando oltre l'1-1 casalingo contro un solido Lecce. Una sfida rimasta a lungo bloccata, un match "sporco" e tattico in cui i granata hanno finito per accendersi solamente nel finale, grazie all'energia e alla qualità di un terzetto di cambi - Adams, Ilkhan e Casadei - che ha dato la scossa a una squadra apparsa per lunghi tratti sopita, priva della necessaria ferocia negli ultimi trenta metri, della velocità nel gioco e delle verticalizzazioni necessarie.
A fine gara, l'analisi di mister Ignazio Abate non cerca alibi e fotografa con lucidità le difficoltà incontrate dai suoi: "È una partita sporca, equilibrata, che spesso rischi di perdere. Ma sono arrabbiato per non averla vinta".
Una delle chiavi tattiche della serata era stata la scelta iniziale di lasciare in panchina una delle due punte, affidandosi a Kulenović dal primo minuto: "È dovuta alla gestione di gruppo - spiega il tecnico in conferenza -. Non possono giocare sempre gli stessi, eravamo calati nelle ultime settimane lì davanti a livello fisico. Volevo lasciare fuori una delle due punte perché a gara in corso sia Adams sia Simeone hanno caratteristiche per cambiarla".
Tuttavia, il ritmo compassato e la lentezza nella manovra hanno penalizzato il Toro, a cui è mancato tremendamente il faro di centrocampo. Quanto manca la qualità e la leadership di Mandragora, ieri costretto in panchina a guardare i compagni. Senza il suo metronomo per la seconda partita consecutiva, la squadra fatica a trovare verticalità, palesando un giro palla spesso troppo lento e prevedibile per scardinare il compatto e fisico blocco basso salentino.
Molti si sono interrogati sui cambi, arrivati forse troppo tardi per dare l'inerzia sperata. Un'autocritica che lo stesso Abate non schiva: "Sì, sono d'accordo. Non avevamo grandissimo equilibrio, ma non sapevo quanto potesse durare Belghali e dietro Comuzzo stava stringendo i denti. Stavo temporeggiando perché non volevo rischiare di finire gli slot dei cambi. Ilkhan e Casadei sono entrati molto bene ma il peccato è stato abbassarsi dopo il vantaggio per 10-15 minuti".
Proprio su Ilkhan si concentrano i rimpianti della piazza e la sensazione che il giovane centrocampista turco meriti decisamente più spazio e fiducia nelle rotazioni, avendo cambiato volto alla squadra con dinamismo e personalità insieme a Casadei.
Al Toro sono mancati palesemente il coraggio, la cattiveria agonistica e la velocità di esecuzione. Bisogna rischiare di più, attaccare gli spazi con più fame e alzare il baricentro senza timore di scoprirsi. "Ci sono mancati gli ultimi 30 metri - ammette amaramente Abate -. Eravamo poco energici, poco vogliosi di attaccare gli spazi e di fare corse a vuoto. Nel secondo tempo l'ho visto di più, ma bisogna stare attenti ai dettagli come sul gol. Poi non puoi andare all'arrembaggio ma la manovra non deve neanche essere lenta o sotto ritmo".
Il Toro ci ha provato davvero solo negli ultimi dieci minuti, collezionando quattro occasioni clamorose: il solito Aboukhlal ha fallito ancora una volta un gol piuttosto facile sparando tutto solo di sinistro sul portiere, poi Adams ha preso un palo incredibile su mezza rovesciata e Simeone ha fallito il tap in tirando su Falcone da due metri. Infine sempre Adams, nettamente più in palla rispetto allo spento Kulenovic, ha sfiorato la traversa con una mezza rovesciata spettacolare.
Ora la sosta arriva nel momento ideale per resettare, recuperare energie e acciaccati. Una pausa di riflessione quanto mai necessaria, anche perché alla ripresa il calendario metterà i granata di fronte a un ciclo di fuoco davvero proibitivo fino a Natale: si comincia con la difficile trasferta in casa del Napoli, prima squadra ad aver bloccato la capolista Lazio, poi a Torino proprio con i biancocelesti, seguita dalla delicata visita al Genoa in chiara ripresa, per poi proseguire a San Siro contro l’Inter e terminare questo terribile pokerissimo in casa con il Cagliari, che ci precede in classifica di due punti dopo la vittoria con il Frosinone. Una salita ripidissima che richiederà un cambio di passo immediato e un coraggio fin qui rimasto troppo spesso nelle dichiarazioni pre partita.
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