Ilkhan merita più fiducia? Questa volta al Toro sono mancati il coraggio e la cattiveria? Le impressioni date da Abate contro il Lecce
Torino-Lecce 1-1, il postpartita: "Un Toro deludente rimane fermo al palo"
La deviazione dà, la deviazione toglie. Si potrebbe riassumere con questa frase, lo scialbo spettacolo offerto da Toro e Lecce all'Olimpico Grande Torino. Una gara spenta, che non è mai decollata e che è stata avara di emozioni e di sussulti, se non nei 5-10 minuti finali. Un pareggio reso ancor più amaro da una prestazione sottotono, proprio in un match nel quale per i granata era importante ritrovare i tre punti, ma anche l'entusiasmo perso nelle ultime due sconfitte consecutive. Il reparto che più ha funzionato è stato quello difensivo, che ha retto alle (poche) folate offensive salentine. Il centrocampo è la zona che più ha sofferto nel corso del match. Nella conferenza stampa precedente alla sfida, Ignazio Abate non etichettava come calo, le ultime due uscite dei granata, culminate in altrettante sconfitte: "Mi sembra un po' eccessivo parlare di calo per due partite. Per me non è svanito l'entusiasmo di due gare fa, lo percepisco dalla squadra e dalla risposta dei tifosi". Eppure in campo nella partita contro il Lecce un calo si è visto, sia caratteriale che prestazionale. Dalle indicazioni emerse dalle scelte iniziali, dai cambi e dalle dichiarazioni post partita si può tracciare un quadro della gara dell'ex Juve Stabia.
Le scelte iniziali di Abate: la sorpresa iniziale non sorprende e delude
Quando sono uscite le formazioni ufficiali, una decisione può aver fatto storcere il naso o quantomeno può aver stupito i sostenitori granata: Ché Adams, il capocannoniere della squadra fin qui, è finito in panchina, per lasciare spazio a Sandro Kulenovic. Per il croato si è trattato della prima presenza da titolare in campionato ed è stato un azzardo che, a posteriori, non ha pagato. L'ex Milan ha giustificato così la scelta nella conferenza stampa post-gara: "È dovuta alla gestione di un gruppo. Non possono giocare sempre gli stessi anche a livello fisico. Un allenatore pensa ai piani gara e a poter rafforzare. Volevo una delle due punte fuori perché a gara in corso sia Simeone che Adams hanno la possibilità di cambiare la gara". Ed effettivamente lo scozzese ha cambiato un po' l'inerzia della sfida, a differenza dell'attaccante nato a Zagabria che è rimasto un corpo estraneo nei 45 minuti disputati. Le colpe della performance insipida granata nel primo tempo non sono certo riconducibili al solo Kulenovic, ma il classe '99 non ha lasciato traccia nella sua permanenza sul rettangolo verde.I cambi: Adams scuote il Toro, con Ilkhan suona la sveglia ma è tardi
Il giocatore nato a Leicester vive un ottimo stato di forma. Il suo ingresso dalla panchina ieri ne è stato una conferma. L'ex Southampton ha fornito nuova linfa e più mobilità all'attacco granata. E' vero che il Toro ha continuato a faticare in costruzione e ha mantenuto una manovra lenta e compassata, ma l'estro e la vivacità portata dallo scozzese hanno permesso al Torino di sfiorare la rete del sorpasso in più di un'occasione. Splendida la rovesciata con cui ha centrato il palo a un paio di minuti circa dal 90'. Gesto tecnico che ha ripetuto un giro di lancette più tardi, con il pallone che non è andato lontano dai pali della porta difesa da Falcone. Ed è sempre una sua iniziativa al minuto 84 ad aver portato il Toro vicino al 2-1: il classe '96 ha servito Aboukhlal a sinistra, che, davanti al portiere salentino, si è fatto murare la conclusione.Come già anticipato, la mediana è stato il reparto che più ha deluso dello scacchiere granata contro il Lecce. Nessuno dei tre titolari si è salvato: Braganca non ha nuovamente brillato nella veste di regista, Fitz-Jim è stato timido e contenuto, mentre Vlasic non è mai riuscito ad accendere la luce, offrendo una prova spenta e anonima. E non può essere una casualità che il momento nel quale il Toro si è reso pericoloso costruendo 3 palle-gol nel giro di cinque minuti coincida con il subentro di Ilkhan. Il turco fa della verticalità e della propositività le sue doti principali e il suo apporto ha silenziosamente aiutato il Torino a guardare in avanti alla ricerca della rete del sorpasso. Ma la sostituzione, che ha incluso anche Casadei al posto del numero 10 granata, è giunta troppo tardi per risvegliare in tempo il Toro. Visto che l'assenza di Mandragora si è fatta sentire più del dovuto e Braganca non ha rispettato le aspettative in merito a rimpiazzare come mediano l'ex Viola, ecco che dare una chance dal 1' al classe 2004 potrebbe rivelarsi azzeccato. Ma il tecnico ex Ternana per ora non sembra sentire da quell'orecchio.
Un Torino "melatonina": si assopisce e fa addormentare. E Abate non dà la carica
La verità sta spesso nel mezzo. Tracciando un bilancio generale di queste prime 11 partite il Toro non è, o almeno non pare essere, la versione brutta e deludente vista contro la squadra salentina, così come non sembra in grado di puntare al momento agli obiettivi che circolavano dopo le tre vittorie di fila. Un percorso transita anche dai passaggi a vuoto, che possono rappresentare un momento di crescita per il gruppo. E il pareggio di ieri, unito alla sconfitta di Frosinone, deve servire da lezione al Toro per avere sempre la fame, il coraggio e la grinta mostrate nelle sfide precedenti. Stavolta Abate non è riuscito a trasferire ai suoi ragazzi quella carica emotiva e caratteriale, vista prima della trasferta dello Stirpe, sia prima dell'inizio che a gara in corso. E il risultato è stato evidente: una prestazione noiosa e soporifera, che è sfociata nel secondo pareggio stagionale e che non ha lecitamente incontrato il favore dei tifosi. Ora arriva la sosta e l'allenatore granata può ritrovare un alleato, che lui ha richiesto e che gli è stato spesso favorevole fino ad ora: il tempo. E Abate è cosciente di come la pausa sia provvidenziale: "Arriva nel momento giusto, ci permette di alzare la condizione di qualche acciaccato e far tirare il fiato a chi ne ha bisogno. Speravamo di arrivare alla sosta con tre punti, ma questo ci darà ancora più rabbia per arrivare alla vittoria".© RIPRODUZIONE RISERVATA